articolo Elettricità Materiali
Obsolescenza programmata: l’inizio della fine freccemartedì 29 ottobre 2013

Attualmente uno dei fulcri del nostro sistema economico è la cosiddetta obsolescenza programmata. Escamotage fondamentale dell’attuale economia per non far crollare il sistema capitalistico. Secondo l’obsolecenza programmata, un prodotto viene immesso sul mercato già con una “data di scadenza”, determinata da materiali di scarsa durata o, come nel caso degli apparecchi elettronici, da veri e propri software. Insomma, tra materiali scadenti o che si deteriorano in fretta e pezzi di ricambio introvabili è dall’inizio del secolo scorso che i progettisti si applicano per produrre prodotti meno efficenti.

Sembra infatti che si debba far risalire l’inizio di questo stratagemma al 1924 quando a Ginevra venne istituito Phoebus, il primo accordo mondiale tra produttori che stabiliva quale doveva essere la durata delle lampadine ad incandescenza, sostenendo che fosse “necessario” farla scendere da 2500ore a 1000ore. Negli anni ‘30, nel pieno della grande depressione americana, ci fu addirittura chi propose di imporre per legge l’obsolescenza programmata in modo da risollevare i consumi e molti degli straordinariamente resistenti materiali scoperti in quegli anni (come il nylon che non faceva smagliare più le calze) furono modificati in modo da risultare meno duraturi.

Ad oggi la tecnica è così affinata che addirittura i prodotti si guastano pochi giorni dopo la scadenza della garanzia e sono realizzati in maniera tale da far si che i costi di riparazione siano superiori al prezzo del nuovo modello. Questo sistema, combinato con la cosidetta obsolescenza percepita o simbolica, cioè il desiderio instillato dalla publicità di acquistare un prodotto nuovo ed eliminare il precedente ormai “obsoleto”, incentiva un’indiscriminata produzione di rifiuti che, per la maggior parte, sono molto difficili da smaltire (vedi la frequenza con cui cambiamo gli apparecchi elettronici). Inoltre è moralmente inaccettabile in quanto inculca nel compratore necessità fittizie.

Proprio per questo un onorevole di Sinistra Ecologia e Libertà, Luigi Lacquaniti e Simone Zuin, creatore di Decrescita Felice Social Network, hanno presentato una proposta di legge finalizzata a contrastare la produzione di beni con obsolescenza programmata (per adesso la legge punta solo agli apparecchi elettrici). Questa proposta consentirebbe di: “tutelare il consumatore, permettere una reale concorrenza di mercato e attivare conseguentemente la creazione di posti di lavoro legati alle pratiche di manutenzione e riparazione dei beni di consumo”. Gli enormi costi che comporta l’obsolescenza pianificata(parecchi miliardi di euro) potrebbero infatti essere investiti nell’artigianato, settore ormai in grande calo.

Ritengo che sia un nostro dovere appoggiare questa proposta e iniziare a rivalutare le nostre reali necessità in relazione alle necessità del nostro pianeta. Chiudendo vorrei ricordare le parole del Presidente degli stati Uniti Jimmy Carter, nel suo discorso alla nazione il 15 luglio del ’79: “Siamo a un punto di svolta nella nostra storia. Troppi fra noi tendono ad idolatrare l’indulgenza al piacere e al consumo. L’identità umana non viene più definita da ciò che uno fa, ma da ciò che possiede. Questo non è un messaggio di gioia né di rassicurazione, è la verità ed è un ammonimento”.

©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Ambra  Rufini - vedi tutti gli articoli di Ambra  Rufini



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Actinidia – Kiwi

Actinidia o Kiwi, genere di 40 specie di arbusti rampicanti rustici a foglie caduche, appartenenti alla famiglia delle Actinidiacee, originari dell’Asia Orientale, adatti per coprire muri, pergole e tronchi di vecchi alberi. ........

Thunbergia

Thunbergia, genere di 200 specie di piante rampicanti,erbacee e suffruticose, annuali e perenni, ma che comprende anche piante erbacee a portamento eretto. Le specie rampicanti descritte si coltivano in serra o all'aperto, ........

Alstroemèria (Alstroemeria)
L' Alstroemèria (Alstroemeria) , originaria del Cile, Perù, Guyana e Brasile comprende circa 60 specie ed è una pianta erbacea perenne, con radici tuberose, dall'aspetto assai dissimile; la loro altezza varia, ........

Amaranthus

Amaranthus, genere di 60 specie di piante annuali semirustiche, appartenenti alla famiglia delle Amaranthaceae, alcune delle quali sono coltivate per i bei colori del fogliame, mentre altre per i caratteristici fiori piumosi ........

Pelargonium (Pelargonio, Geranio)

Pelargonium (Pelargonio, Geranio), genere di 250 specie di piante suffruticose, generalmente delicate, a foglie decidue o sempreverdi. Le specie descritte sono sempreverdi, delicate, adatte come piante da appartamento o ........

 

 

Ricetta del giorno
Insalata di patate e fagiolini
Tagliare le patate e pezzi, senza sbucciarle e farle cuocere a vapore, così come anche i fagiolini.
Nel frattempo preparare una salsina per condire ....
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Torenia

Torenia,  genere di 30 specie di piante erbacee annuali e perenni, appartenenti alla famiglia delle Scrophulariaceae. La specie annuale descritta è adatta per le aiuole.

Si coltiva in terreno da giardino umido, ........

Eremùro (Eremurus)
L' Eremùro (Eremurus) , originario dell'Asia centro-oocidentale e particolarmente della persia e Turkestan, comprende circa 30 specie ed è una pianta erbacea rustica, perenne, a radici carnose che formano ........

Coleus

Coleus, genere comprendente 150 specie di piante annuali o perenni, sempreverdi, appartenenti alla famiglia delle Labiate. Le piante sono alte 30-50 cm, hanno foglie cuoriformi, a margine dentato, con colori variegati, e ........


Zauschneria

Zauschneria, genere di 4 specie di piante suffruticose, perenni, semirustiche che producono fiori tubulosi riuniti in racemi. La specie descritta è molto longeva ed è adatta per le bordure erbacee.
Si pianta in settembre ........

Ricetta del giorno
Ciambellone di riso estivo con verdure e polpette di soia
Fate bollire l’acqua, salatela e cuoceteci il riso basmati, mantenendolo al dente. Nel frattempo lavate tutte le verdure, tritate il più finemente ....


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Obsolescenza programmata: l’inizio della fine freccemartedì 29 ottobre 2013

Attualmente uno dei fulcri del nostro sistema economico è la cosiddetta obsolescenza programmata. Escamotage fondamentale dell’attuale economia per non far crollare il sistema capitalistico. Secondo l’obsolecenza programmata, un prodotto viene immesso sul mercato già con una “data di scadenza”, determinata da materiali di scarsa durata o, come nel caso degli apparecchi elettronici, da veri e propri software. Insomma, tra materiali scadenti o che si deteriorano in fretta e pezzi di ricambio introvabili è dall’inizio del secolo scorso che i progettisti si applicano per produrre prodotti meno efficenti.

Sembra infatti che si debba far risalire l’inizio di questo stratagemma al 1924 quando a Ginevra venne istituito Phoebus, il primo accordo mondiale tra produttori che stabiliva quale doveva essere la durata delle lampadine ad incandescenza, sostenendo che fosse “necessario” farla scendere da 2500ore a 1000ore. Negli anni ‘30, nel pieno della grande depressione americana, ci fu addirittura chi propose di imporre per legge l’obsolescenza programmata in modo da risollevare i consumi e molti degli straordinariamente resistenti materiali scoperti in quegli anni (come il nylon che non faceva smagliare più le calze) furono modificati in modo da risultare meno duraturi.

Ad oggi la tecnica è così affinata che addirittura i prodotti si guastano pochi giorni dopo la scadenza della garanzia e sono realizzati in maniera tale da far si che i costi di riparazione siano superiori al prezzo del nuovo modello. Questo sistema, combinato con la cosidetta obsolescenza percepita o simbolica, cioè il desiderio instillato dalla publicità di acquistare un prodotto nuovo ed eliminare il precedente ormai “obsoleto”, incentiva un’indiscriminata produzione di rifiuti che, per la maggior parte, sono molto difficili da smaltire (vedi la frequenza con cui cambiamo gli apparecchi elettronici). Inoltre è moralmente inaccettabile in quanto inculca nel compratore necessità fittizie.

Proprio per questo un onorevole di Sinistra Ecologia e Libertà, Luigi Lacquaniti e Simone Zuin, creatore di Decrescita Felice Social Network, hanno presentato una proposta di legge finalizzata a contrastare la produzione di beni con obsolescenza programmata (per adesso la legge punta solo agli apparecchi elettrici). Questa proposta consentirebbe di: “tutelare il consumatore, permettere una reale concorrenza di mercato e attivare conseguentemente la creazione di posti di lavoro legati alle pratiche di manutenzione e riparazione dei beni di consumo”. Gli enormi costi che comporta l’obsolescenza pianificata(parecchi miliardi di euro) potrebbero infatti essere investiti nell’artigianato, settore ormai in grande calo.

Ritengo che sia un nostro dovere appoggiare questa proposta e iniziare a rivalutare le nostre reali necessità in relazione alle necessità del nostro pianeta. Chiudendo vorrei ricordare le parole del Presidente degli stati Uniti Jimmy Carter, nel suo discorso alla nazione il 15 luglio del ’79: “Siamo a un punto di svolta nella nostra storia. Troppi fra noi tendono ad idolatrare l’indulgenza al piacere e al consumo. L’identità umana non viene più definita da ciò che uno fa, ma da ciò che possiede. Questo non è un messaggio di gioia né di rassicurazione, è la verità ed è un ammonimento”.

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