articolo Vino News
Vino rosso. Fonte di eterna giovinezza? freccemercoledì 2 ottobre 2013

Da molto tempo si ritiene che il vino, in particolare quello rosso, abbia delle proprietà benefiche sulla nostra salute. La conferma scientifica arriva dagli ultimi studi che evidenziano come un complesso di sostanze presenti nella buccia dei chicchi di uva abbia forti effetti anti-età, oltre a svolgere un’azione positiva sulla salute. Insomma si tratterebbe di un vero e proprio elisir di eterna giovinezza. Gli effetti maggiori sono riscontrabili nel vino rosso per il processo di fermentazione che porta un contatto maggiore con le bucce rispetto al vino bianco.

La ricerca, l’ultima della serie, si è basata su quello che è conosciuto come il “paradosso francese” ed i risultati ottenuti sui topi di laboratorio offrono una spiegazione interessante. I ricercatori sono partiti dal fatto che in molte regioni della Francia, dove l’alimentazione è caratterizzata da un’alta percentuale di grassi saturi, sorprendentemente la popolazione presentasse cuore ed arterie sane. Il vino rosso, che spesso accompagna il pasto dei francesi, ha suggerito una risposta plausibile al quesito. In particolare, si sono evidenziate le proprietà anti-infiammatorie ed anti-tumorali di uno dei polifenoli presenti nella bevanda; il resveratrolo.

In realtà si discute da tempo sui benefici associati a tale antiossidante, ma il punto è sempre stato dimostrare quali fossero i meccanismi attivati per innescare i processi amici della nostra salute e le quantità necessarie per provocare gli effetti significativi. Effettivamente il resveratrolo sembra determinare, anche a basse dosi, dei processi biologici evidenziabili con dei mutamenti in alcuni geni o in alcune delle loro attività nei tessuti cardiaci, cerebrali e muscolari. Con l’avanzare dell’età l’attività di alcuni geni muta.

Nel muscolo cardiaco di un topo ad esempio, ci sono oltre 1.000 geni le cui funzioni vengono alterate con l’avanzare dell’età, fino ad arrivare ad un funzionamento limitato del sistema cardiovascolare. Somministrando anche basse dosi di resveratrolo si è notato come i cambiamenti pericolosi fossero stati bloccati nel 92% dei geni cardiaci prevenendo nel contempo il declino delle funzioni del cuore collegate all’invecchiamento.

Secondo la ricerca dell’Università del Wisconsin-Madison un bicchiere di vino rosso, o un integratore alimentare contenente anche basse dosi di resveratrolo, è in grado di produrre un significativo ritardo nel processo di invecchiamento del cuore. Le azioni principali dell’antiossidante sembrano essere correlate al gene della longevità, il SIRT1. Dimostrato questo collegamento i ricercatori si stanno ora concentrando sullo studio di piccoli composti molecolari che agiscono sull’attività enzimatica proprio del SIRT1. In attesa delle prossime ricerche possiamo concederci un bicchiere di vino. Rosso naturalmente.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Vino rosso. Fonte di eterna giovinezza? freccemercoledì 2 ottobre 2013

Da molto tempo si ritiene che il vino, in particolare quello rosso, abbia delle proprietà benefiche sulla nostra salute. La conferma scientifica arriva dagli ultimi studi che evidenziano come un complesso di sostanze presenti nella buccia dei chicchi di uva abbia forti effetti anti-età, oltre a svolgere un’azione positiva sulla salute. Insomma si tratterebbe di un vero e proprio elisir di eterna giovinezza. Gli effetti maggiori sono riscontrabili nel vino rosso per il processo di fermentazione che porta un contatto maggiore con le bucce rispetto al vino bianco.

La ricerca, l’ultima della serie, si è basata su quello che è conosciuto come il “paradosso francese” ed i risultati ottenuti sui topi di laboratorio offrono una spiegazione interessante. I ricercatori sono partiti dal fatto che in molte regioni della Francia, dove l’alimentazione è caratterizzata da un’alta percentuale di grassi saturi, sorprendentemente la popolazione presentasse cuore ed arterie sane. Il vino rosso, che spesso accompagna il pasto dei francesi, ha suggerito una risposta plausibile al quesito. In particolare, si sono evidenziate le proprietà anti-infiammatorie ed anti-tumorali di uno dei polifenoli presenti nella bevanda; il resveratrolo.

In realtà si discute da tempo sui benefici associati a tale antiossidante, ma il punto è sempre stato dimostrare quali fossero i meccanismi attivati per innescare i processi amici della nostra salute e le quantità necessarie per provocare gli effetti significativi. Effettivamente il resveratrolo sembra determinare, anche a basse dosi, dei processi biologici evidenziabili con dei mutamenti in alcuni geni o in alcune delle loro attività nei tessuti cardiaci, cerebrali e muscolari. Con l’avanzare dell’età l’attività di alcuni geni muta.

Nel muscolo cardiaco di un topo ad esempio, ci sono oltre 1.000 geni le cui funzioni vengono alterate con l’avanzare dell’età, fino ad arrivare ad un funzionamento limitato del sistema cardiovascolare. Somministrando anche basse dosi di resveratrolo si è notato come i cambiamenti pericolosi fossero stati bloccati nel 92% dei geni cardiaci prevenendo nel contempo il declino delle funzioni del cuore collegate all’invecchiamento.

Secondo la ricerca dell’Università del Wisconsin-Madison un bicchiere di vino rosso, o un integratore alimentare contenente anche basse dosi di resveratrolo, è in grado di produrre un significativo ritardo nel processo di invecchiamento del cuore. Le azioni principali dell’antiossidante sembrano essere correlate al gene della longevità, il SIRT1. Dimostrato questo collegamento i ricercatori si stanno ora concentrando sullo studio di piccoli composti molecolari che agiscono sull’attività enzimatica proprio del SIRT1. In attesa delle prossime ricerche possiamo concederci un bicchiere di vino. Rosso naturalmente.
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