articolo Gatti Curiosità
Le origini del gatto: i felidi freccelunedì 16 settembre 2013

Oggi parliamo della natura del gatto, delle sue origini; inanzitutto, il gatto è un mammifero, una classe piuttosto piccola di animali che possono regolare la propria temperatura corporea, che hanno peli, che partoriscono piccoli ben formati e li allattano grazie alla presenza, nelle femmine, di mammelle. Una classe di sole 15.000 specie, circa, su oltre un milione di specie animali. Secondo il ciclo evolutivo che ha dato origine a tutta la vita, i primi mammiferi evolsero dai rettili circa 200 milioni di anni fa.

Ma solo 70 milioni di anni fa cominciarono ad assumere il ruolo di dominatori che tuttora mantengono; e cominciarono a differenziarsi nelle numerose famiglie tuttora esistenti. Molti tra i primi gruppi di carnivori, tra cui il Miacis, assunsero il ruolo di cacciatori. Al principio, i Miacis avevano la taglia di una donnola, ma avevano agilità, corpo coperto di pelliccia e forte dentatura, caratteri che permisero loro di svilupparsi mentre altri gruppi meno dotati stavano estinguendosi. Le nicchie ecologiche lasciate libere da questi vennero occupate da piccoli mammiferi, in evoluzione tra i quali, circa 50-45 milioni di anni fa, si svilupparono i progenitori delle attuali famiglie di carnivori, compresi i felidi.

Stimolati dalle loro stesse capacità, i felidi (la famiglia dei gatti) si diffusero rapidamente evolvendo in molte diverse forme, sempre meglio adattate a differenti ambienti e a predare nuove specie animali. Pochi di questi “esperimenti evolutivi” sopravvivono oggi. Circa 13.000 anni fa la tigre dai denti a sciabola era diffusa su tutto il globo; e cosi’ la tigre gigante asiatica e il leone delle grotte europeo, forse estinti ancora prima della tigre dai denti a sciabola. Probabilmente contemporanei di questi animali ora estinti furono i i remoti ascendenti del gatto attuale, i quali, meglio adattati e più abili a trarre vantaggio dalle situazioni, riuscirono a sopravvivere. Il più antico reperto fossile di questi felidi risale a circa 12 milioni di anni fa.

Circa tre milioni di anni fa vivevano sulla terra diverse quantità di felidi, con più generi di quanti ne esistano oggi: Panthera, comprendente grossi felidi come i leoni; Felis, i felidi più piccoli, tra cui i gatti; Neofelis; come il leopardo delle nevi, e Acinonyx, col solo ghepardo (che non può retrarre completamente gli artigli). Vivono oggi nel mondo circa 40 diverse specie di felidi; una di queste specie è quella del gatto domestico che grazie all’ aiuto dell’uomo ha sviluppato un numero di varietà maggiore rispetto agli altri felidi. Mentre la colorazione e i disegni del mantello sono evoluti nei felidi selvatici solo per mimetizzarsi nell’ambiente o nascondersi dai predatori, quelli dei gatti domestici sono stati creati dall’uomo mediante incroci e selezioni.

L’uomo stesso ha contribuito a diffondere il gatto anche in quelle poche parti del mondo in cui non lo aveva posto la natura. Da circa 2 milioni di anni i gatti si sono insediati in quasi tutti i continenti. Il ponte di terra esistente tra le due Americhe ha portato il gatto anche nelle zone meridionali. L’ introduzione di un nuovo carnivoro significa la disastrosa rottura di un delicato equilibrio naturale, come è accaduto in Australia, che non aveva felini fino all’arrivo dell’ uomo. Senza “gatti” restano ancora le regioni Antartiche, se si escludono quelli portati da alcuni gruppi di studiosi.
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Giulia  DiChiara - vedi tutti gli articoli di Giulia  DiChiara



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Ma solo 70 milioni di anni fa cominciarono ad assumere il ruolo di dominatori che tuttora mantengono; e cominciarono a differenziarsi nelle numerose famiglie tuttora esistenti. Molti tra i primi gruppi di carnivori, tra cui il Miacis, assunsero il ruolo di cacciatori. Al principio, i Miacis avevano la taglia di una donnola, ma avevano agilità, corpo coperto di pelliccia e forte dentatura, caratteri che permisero loro di svilupparsi mentre altri gruppi meno dotati stavano estinguendosi. Le nicchie ecologiche lasciate libere da questi vennero occupate da piccoli mammiferi, in evoluzione tra i quali, circa 50-45 milioni di anni fa, si svilupparono i progenitori delle attuali famiglie di carnivori, compresi i felidi.

Stimolati dalle loro stesse capacità, i felidi (la famiglia dei gatti) si diffusero rapidamente evolvendo in molte diverse forme, sempre meglio adattate a differenti ambienti e a predare nuove specie animali. Pochi di questi “esperimenti evolutivi” sopravvivono oggi. Circa 13.000 anni fa la tigre dai denti a sciabola era diffusa su tutto il globo; e cosi’ la tigre gigante asiatica e il leone delle grotte europeo, forse estinti ancora prima della tigre dai denti a sciabola. Probabilmente contemporanei di questi animali ora estinti furono i i remoti ascendenti del gatto attuale, i quali, meglio adattati e più abili a trarre vantaggio dalle situazioni, riuscirono a sopravvivere. Il più antico reperto fossile di questi felidi risale a circa 12 milioni di anni fa.

Circa tre milioni di anni fa vivevano sulla terra diverse quantità di felidi, con più generi di quanti ne esistano oggi: Panthera, comprendente grossi felidi come i leoni; Felis, i felidi più piccoli, tra cui i gatti; Neofelis; come il leopardo delle nevi, e Acinonyx, col solo ghepardo (che non può retrarre completamente gli artigli). Vivono oggi nel mondo circa 40 diverse specie di felidi; una di queste specie è quella del gatto domestico che grazie all’ aiuto dell’uomo ha sviluppato un numero di varietà maggiore rispetto agli altri felidi. Mentre la colorazione e i disegni del mantello sono evoluti nei felidi selvatici solo per mimetizzarsi nell’ambiente o nascondersi dai predatori, quelli dei gatti domestici sono stati creati dall’uomo mediante incroci e selezioni.

L’uomo stesso ha contribuito a diffondere il gatto anche in quelle poche parti del mondo in cui non lo aveva posto la natura. Da circa 2 milioni di anni i gatti si sono insediati in quasi tutti i continenti. Il ponte di terra esistente tra le due Americhe ha portato il gatto anche nelle zone meridionali. L’ introduzione di un nuovo carnivoro significa la disastrosa rottura di un delicato equilibrio naturale, come è accaduto in Australia, che non aveva felini fino all’arrivo dell’ uomo. Senza “gatti” restano ancora le regioni Antartiche, se si escludono quelli portati da alcuni gruppi di studiosi.
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