articolo Cani Salute
Sterilizzazine del cane maschio: pro e contro freccegiovedì 29 agosto 2013

Sterilizzare il proprio cane maschio: quali i rischi e quali i benefici? La pratica della castrazione del cane maschio giovane sta diventando in Italia sempre più frequente, forse anche supportata da una forte diffusione del fenomeno oltre Oceano, in Canada e Stati Uniti. Tra le ragioni di questa diffusione vi è senza dubbio l'accresciuta sensibilità animalista che ha preso piede negli ultimi decenni nel bel paese.

La prima argomentazione che i sostenitori della sterilizzazione portano avanti è, infatti, di natura etica: con la sterilizzazione dei maschi e la sterilizzazione delle femmine si evitano le nascite incontrollate e si scongiura l'aumento del fenomeno del randagismo e dell'abbandono. Questa parrebbe essere l'unica argomentazione solida in favore della castrazione, in grado di portare un vantaggio effettivo per la protezione e tutela dei nostri amici a quattro zampe. Ma se si tratta di equiparare la sterilizzazione ad una facile soluzione per i problemi comportamentali del giovane cane maschio o di vederla come un'operazione necessaria per la riduzione di rischi tumorali in età avanzata, allora è il caso di ridimensionare le proprie opinioni scandagliando un pò della letteratura scientifica di settore.

Non è stato infatti ancora dimostrato esaustivamente che la sterilizzazione agisca sullo stato psicologico del nostro cane a tal punto da ridurne efficacemente gli stati di ansia, agitazione, aggressività inter ed intra specifica. Piuttosto è vero che i risultati variano enormemente a seconda delle situazioni, nella migliore delle ipotesi portando un leggero riequilibrio psicologico nell'animale, nella peggiore rivelandosi addirittura controproducenti marcando maggiormente un comportamento aggressivo che magari derivava dalla paura e non dalla esclusiva dominanza. Per quanto riguarda il comportamento dunque non si scappa: la parola d'ordine resta "educazione" sostenuta dal costante rafforzamento positivo ed empatico del legame cane-uomo.

Per quanto riguarda la salute, il discorso si fa ancora più serio: la sterilizzazione, soprattutto se effettuata entro l'anno di età, parrebbe essere infatti causa di numerose patologie che possono insorgere nel cane adulto tra cui l'osteosarcoma (tumore delle ossa), l'ipotiroidismo, l'angiosarcoma cardiaco, l'obesità, problemi ortopedici. A differenza di quel che l'opinione comune ci ha abituato a credere il rischio di cancro alla prostata non diminuisce con la sterilizzazione bensì raddoppia insieme al rischio di tumore al tratto urinario.

L'unico beneficio per la salute è senz'altro l'azzeramento del rischio di tumore agli organi genitali, la cui insorgenza, vale la pena sottolinearlo, si attesta comunque su una percentuale molto bassa (<1%). Parrebbe dunque, in conclusione, che i rischi legati alla sterilizzazione superino di gran lunga i benefici e che sia dunque consigliabile scegliere di ricorrere a questa operazione solo in casi legati a particolari condizioni di salute psico-fisica e solo dopo aver consultato il parere di diversi medici specialisti.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene  Conti - vedi tutti gli articoli di Irene  Conti



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Sterilizzare il proprio cane maschio: quali i rischi e quali i benefici? La pratica della castrazione del cane maschio giovane sta diventando in Italia sempre più frequente, forse anche supportata da una forte diffusione del fenomeno oltre Oceano, in Canada e Stati Uniti. Tra le ragioni di questa diffusione vi è senza dubbio l'accresciuta sensibilità animalista che ha preso piede negli ultimi decenni nel bel paese.

La prima argomentazione che i sostenitori della sterilizzazione portano avanti è, infatti, di natura etica: con la sterilizzazione dei maschi e la sterilizzazione delle femmine si evitano le nascite incontrollate e si scongiura l'aumento del fenomeno del randagismo e dell'abbandono. Questa parrebbe essere l'unica argomentazione solida in favore della castrazione, in grado di portare un vantaggio effettivo per la protezione e tutela dei nostri amici a quattro zampe. Ma se si tratta di equiparare la sterilizzazione ad una facile soluzione per i problemi comportamentali del giovane cane maschio o di vederla come un'operazione necessaria per la riduzione di rischi tumorali in età avanzata, allora è il caso di ridimensionare le proprie opinioni scandagliando un pò della letteratura scientifica di settore.

Non è stato infatti ancora dimostrato esaustivamente che la sterilizzazione agisca sullo stato psicologico del nostro cane a tal punto da ridurne efficacemente gli stati di ansia, agitazione, aggressività inter ed intra specifica. Piuttosto è vero che i risultati variano enormemente a seconda delle situazioni, nella migliore delle ipotesi portando un leggero riequilibrio psicologico nell'animale, nella peggiore rivelandosi addirittura controproducenti marcando maggiormente un comportamento aggressivo che magari derivava dalla paura e non dalla esclusiva dominanza. Per quanto riguarda il comportamento dunque non si scappa: la parola d'ordine resta "educazione" sostenuta dal costante rafforzamento positivo ed empatico del legame cane-uomo.

Per quanto riguarda la salute, il discorso si fa ancora più serio: la sterilizzazione, soprattutto se effettuata entro l'anno di età, parrebbe essere infatti causa di numerose patologie che possono insorgere nel cane adulto tra cui l'osteosarcoma (tumore delle ossa), l'ipotiroidismo, l'angiosarcoma cardiaco, l'obesità, problemi ortopedici. A differenza di quel che l'opinione comune ci ha abituato a credere il rischio di cancro alla prostata non diminuisce con la sterilizzazione bensì raddoppia insieme al rischio di tumore al tratto urinario.

L'unico beneficio per la salute è senz'altro l'azzeramento del rischio di tumore agli organi genitali, la cui insorgenza, vale la pena sottolinearlo, si attesta comunque su una percentuale molto bassa (<1%). Parrebbe dunque, in conclusione, che i rischi legati alla sterilizzazione superino di gran lunga i benefici e che sia dunque consigliabile scegliere di ricorrere a questa operazione solo in casi legati a particolari condizioni di salute psico-fisica e solo dopo aver consultato il parere di diversi medici specialisti.
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