articolo Tempo libero Arte - Cultura
Le più antiche "metropoli" del Neolitico freccemercoledì 2 ottobre 2013

Chi ha mai detto che nell'antichità non esistessero le metropoli? Le scoperte archeologiche negano questa supposizione. La penisola anatolica è stata la terra madre di queste città vaste e di grandi proporzioni. Le città di oggi sono grandi insiemi di case, fabbriche, uffici, scuole e ospedali; vi abitano milioni di persone che vivono e lavorano, creano e distruggono. Ogni città ha una sua storia, che affonda le sue radici più o meno lontano nel tempo.

Milano e Roma, ad esempio, hanno origini antichissime, ma all'inizio, in epoca preistorica, non erano altro, se non villaggi di piccole dimensioni, zone dove si ritrovavano ad abitare alcune persone che praticavano la stessa attività o appartenevano agli stessi gruppi familiari; il loro numero si aggirava sempre intorno alle centinaia e ben pochi resti testimoniano luoghi dove abitassero più di mille persone. Questo, per quanto riguarda l'Italia, ma in Medio Oriente, fin dalla preistoria, dal periodo Neolitico, esistevano vere e proprie città: le case erano tutte simili tra loro, mura e torri servivano alla difesa comune, insieme si seppellivano i morti e si partecipava alle cerimonie religiose.

Agli inizi del '900, a pochi chilometri da Gerusalemme, gli archeologi scoprirono i primi resti della più antica città del mondo: Gerico, viva e presente fin dall'VIII millennio a.C. Gerico viene definita come una città perché i suoi abitanti sembra che fossero circa 4000: cacciatori, agricoltori, e pescatori, vivevano in case a cupola, costruite con mattoni crudi essiccati al sole; non conoscevano la ceramica, ma conducevano, ugualmente, un'esistenza confortevole e agiata anche grazie all'ottima posizione in cui sorgeva la loro città. Gerico si trovava immersa in una splendida oasi, ricca d'acqua e di piante, una vera eccezione in una terra tanto arida e povera.

Nel 1953 è stata fatta una scoperta molto interessante: nelle fondamenta di alcune case, sono stati ritrovati dei crani umani ricoperti di argilla e conchiglie al posto degli occhi: una caratteristica forma di sepoltura rituale legata al culto degli antenati, per cui il defunto era posto a fondamento della nuova casa in senso fisico e concreto. Altro grande esempio di metropoli neolitica è Catal Hoyuk, situata a mille metri sull'altipiano dell'Anatolia, l'attuale Turchia. In questa città, sviluppatasi quasi due millenni dopo Gerico, era già ben nota l'arte della ceramica, usata sia per la fabbricazione di oggetti per la casa, sia per decorare i numerosi templi e santuari che arricchivano la città. Le case erano tutte di forma rettangolare; non c'erano strade, gli abitanti passavano sui tetti, che erano terrazze comunicanti fra loro per mezzo di scale a pioli.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Elisabetta  Mancini - vedi tutti gli articoli di Elisabetta  Mancini



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Chi ha mai detto che nell'antichità non esistessero le metropoli? Le scoperte archeologiche negano questa supposizione. La penisola anatolica è stata la terra madre di queste città vaste e di grandi proporzioni. Le città di oggi sono grandi insiemi di case, fabbriche, uffici, scuole e ospedali; vi abitano milioni di persone che vivono e lavorano, creano e distruggono. Ogni città ha una sua storia, che affonda le sue radici più o meno lontano nel tempo.

Milano e Roma, ad esempio, hanno origini antichissime, ma all'inizio, in epoca preistorica, non erano altro, se non villaggi di piccole dimensioni, zone dove si ritrovavano ad abitare alcune persone che praticavano la stessa attività o appartenevano agli stessi gruppi familiari; il loro numero si aggirava sempre intorno alle centinaia e ben pochi resti testimoniano luoghi dove abitassero più di mille persone. Questo, per quanto riguarda l'Italia, ma in Medio Oriente, fin dalla preistoria, dal periodo Neolitico, esistevano vere e proprie città: le case erano tutte simili tra loro, mura e torri servivano alla difesa comune, insieme si seppellivano i morti e si partecipava alle cerimonie religiose.

Agli inizi del '900, a pochi chilometri da Gerusalemme, gli archeologi scoprirono i primi resti della più antica città del mondo: Gerico, viva e presente fin dall'VIII millennio a.C. Gerico viene definita come una città perché i suoi abitanti sembra che fossero circa 4000: cacciatori, agricoltori, e pescatori, vivevano in case a cupola, costruite con mattoni crudi essiccati al sole; non conoscevano la ceramica, ma conducevano, ugualmente, un'esistenza confortevole e agiata anche grazie all'ottima posizione in cui sorgeva la loro città. Gerico si trovava immersa in una splendida oasi, ricca d'acqua e di piante, una vera eccezione in una terra tanto arida e povera.

Nel 1953 è stata fatta una scoperta molto interessante: nelle fondamenta di alcune case, sono stati ritrovati dei crani umani ricoperti di argilla e conchiglie al posto degli occhi: una caratteristica forma di sepoltura rituale legata al culto degli antenati, per cui il defunto era posto a fondamento della nuova casa in senso fisico e concreto. Altro grande esempio di metropoli neolitica è Catal Hoyuk, situata a mille metri sull'altipiano dell'Anatolia, l'attuale Turchia. In questa città, sviluppatasi quasi due millenni dopo Gerico, era già ben nota l'arte della ceramica, usata sia per la fabbricazione di oggetti per la casa, sia per decorare i numerosi templi e santuari che arricchivano la città. Le case erano tutte di forma rettangolare; non c'erano strade, gli abitanti passavano sui tetti, che erano terrazze comunicanti fra loro per mezzo di scale a pioli.
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