articolo Tempo libero Arte - Cultura
I Greci a tavola freccemercoledì 2 ottobre 2013

Nell'Iliade e nell'Odissea vengono narrate numerose scene di banchetti, perché i Greci avevano molto sviluppato il senso dell'ospitalità e ogni occasione era buona per intrattenersi con coppe di vino e abbondanti pranzi. Nell'età omerica, la base dei pasti era la carne, arrostita al fuoco su lunghi spiedi e poi salata, accompagnata da pagnotte e irrorata da grandi bevute. Gli animali scelti erano, in genere, ovini o suini. Nell'età classica e, soprattutto, ad Atene, cambiano molto le abitudini: la carne scompare quasi totalmente dalle mense quotidiane e, viene utilizzata solo in occasioni speciali, oppure dai più ricchi.

Il cibo principalmente consumato diventa il pesce, a tal punto che, i Greci, venivano chiamati "mangioni di pesce". Erano etti anche "brucatori" o "erbivori", perché i loro pasti frugali erano a base di erbaggi, cereali o legumi: lattuga, malva, cavoli, lenticchie, cipolle, aglio, conditi con olio e aceto. Le donne preparavano una focaccia con farina di orzo impastata con acqua o vino o olio e, a volte anche con miele e latte. Naturalmente si usava anche il pane cotto sotto la cenere e avvolto in foglie di fico. Il vino era la bevanda per eccellenza, consumata in ogni momento e spesso in grande quantità; infatti, per quanto mangiassero in modo piuttosto modesto, i Greci non si trattenevano dal bere.

Per colazione il vino veniva bevuto puro, accompagnato da un pezzo di pane, ma di solito era sempre allungato con acqua e, solo i popoli considerati rozzi, non bevevano il vino annacquato. Il vino veniva mescolato all'acqua in grandi recipienti chiamati "crateri", dai quali era poi versato nelle coppe. Mentre, durante il giorno, i Greci non facevano un vero e proprio pasto, ma solo spuntini veloci, alla sera, gli uomini si ritrovavano in compagnia per il banchetto,organizzato anche senza occasioni particolari, lasciando le mogli a casa. Gli ospiti si presentavano lavati, profumati e col vestito della festa.

I greci usavano mangiare sdraiati e senza posate, prendendo il cibo con le mani; ci si puliva con la mollica del pane e con acqua profumata. Al termine del banchetto, c'era il simposio, nel quale si beveva in compagnia. Il simposio era guidato da un capo scelto a sorte, il simposiarca, che stabiliva le regole del bere e stabilendo le pene per i trasgressori. C'erano sempre musica e danza, giochi e attrazioni varie. Sono famosi i simposi letterari e filosofici di Platone, Senofonte e Plutarco: nella gioia di stare con gli amici si approfondivano i discorsi importanti e si conversava seriamente.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Elisabetta  Mancini - vedi tutti gli articoli di Elisabetta  Mancini



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Il cibo principalmente consumato diventa il pesce, a tal punto che, i Greci, venivano chiamati "mangioni di pesce". Erano etti anche "brucatori" o "erbivori", perché i loro pasti frugali erano a base di erbaggi, cereali o legumi: lattuga, malva, cavoli, lenticchie, cipolle, aglio, conditi con olio e aceto. Le donne preparavano una focaccia con farina di orzo impastata con acqua o vino o olio e, a volte anche con miele e latte. Naturalmente si usava anche il pane cotto sotto la cenere e avvolto in foglie di fico. Il vino era la bevanda per eccellenza, consumata in ogni momento e spesso in grande quantità; infatti, per quanto mangiassero in modo piuttosto modesto, i Greci non si trattenevano dal bere.

Per colazione il vino veniva bevuto puro, accompagnato da un pezzo di pane, ma di solito era sempre allungato con acqua e, solo i popoli considerati rozzi, non bevevano il vino annacquato. Il vino veniva mescolato all'acqua in grandi recipienti chiamati "crateri", dai quali era poi versato nelle coppe. Mentre, durante il giorno, i Greci non facevano un vero e proprio pasto, ma solo spuntini veloci, alla sera, gli uomini si ritrovavano in compagnia per il banchetto,organizzato anche senza occasioni particolari, lasciando le mogli a casa. Gli ospiti si presentavano lavati, profumati e col vestito della festa.

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