articolo Tempo libero Arte - Cultura
Il "meraviglioso" cristiano freccemercoledì 2 ottobre 2013

L'intento di adeguarsi alle direttive della Controriforma, introduce il cosiddetto "meraviglioso" cristiano, in sostituzione dell'elemento magico e mitico, tratto dalla tradizione classica e pagana, sia in poesia, sia nelle arti figurative. Queste ultime celebrano il trionfo della fede cattolica, raffigurando i grandi simboli e personaggi della cristianità, in gruppi scultorei monumentali, come le grandi sculture della basilica di S. Pietro e, in estesi affreschi alle pareti o incombenti dall'alto di cupole e volte. Quando Antonio Allegri, detto il Correggio, dalla città emiliana in cui nacque, porta a termine, intorno al 1530, il grande affresco della cupola del duomo di Parma, il Rinascimento tocca il suo culmine.

Dei grandi maestri è ancora pienamente attivo Michelangelo; ma già si avvertono segnali di crisi sul piano politico, perché l'Italia è percorsa da armate straniere, come le colonne dei lanzichenecchi che mettono a sacco Roma, nel 1527 e, l'eresia luterana si diffonde in europa, senza trovare un'adeguata risposta. L'affresco realizzato dal Correggio, sotto la cupola del Duomo di Parma, rappresenta l'Assunzione della Vergine in un turbinio di angeli e santi. Si verifica una perfetta adesione fra spazio architettonico e pittorico: una spirale di nuvole e corpi celesti, sembra risucchiata verso l'alto, verso un'infinito che si perde nella luce di Dio. Pietro da Cortona porta a termine a Roma un affresco che ha per tema il Trionfo della Provvidenza, nella volta di un salone di Palazzo Bernini, nel terzo decennio del Seicento.

L'artista, con un gioco illusionistico, crea una cornice architettonica alla composizione e una sovrabbondanza di panneggi, festoni, gesti enfatici, teatrali. Il pittore toscano, oltre che celebrare, in modo allegorico, la benedizione di Dio su tutto il creato, vuole esaltare anche la famiglia proprietaria del palazzo e sua committente. Questa poetica dell'esagerato, della meraviglia, si adatta benissimo a celebrare la Chiesa di Roma che, fra Cinquecento e Seicento, intende dichiararsi, anche attraverso l'espressione artistica, universale e trionfale. Jacopo Barozzi, detto il Vignola, costruì a Roma, nel 1540, la Chiesa del Gesù, commissionata dal cardinale Alessandro Farnese.

Le caratteristiche basilari: una sola e grande navata, dove i fedeli avessero l'idea della moltitudine e del raccoglimento, una buona resa acustica per l'amplificazione della voce dei predicatori, piccole cappelle laterali per i confessionali e l'adorazione dei santi. La chiesa del Vignola condensò i nuovi canoni architettonici dettati dalla Controriforma e divenne punto di riferimento per tutta l'architettura successiva e che doveva puntare alla funzionalità degli spazi, contando su studiati espedienti di percezione ottica e acustica, ma anche facendo leva sulla partecipazione emotiva, suscitata dai monumenti e dalle pitture, ricchi di effetto e patetismo.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Elisabetta  Mancini - vedi tutti gli articoli di Elisabetta  Mancini



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L'intento di adeguarsi alle direttive della Controriforma, introduce il cosiddetto "meraviglioso" cristiano, in sostituzione dell'elemento magico e mitico, tratto dalla tradizione classica e pagana, sia in poesia, sia nelle arti figurative. Queste ultime celebrano il trionfo della fede cattolica, raffigurando i grandi simboli e personaggi della cristianità, in gruppi scultorei monumentali, come le grandi sculture della basilica di S. Pietro e, in estesi affreschi alle pareti o incombenti dall'alto di cupole e volte. Quando Antonio Allegri, detto il Correggio, dalla città emiliana in cui nacque, porta a termine, intorno al 1530, il grande affresco della cupola del duomo di Parma, il Rinascimento tocca il suo culmine.

Dei grandi maestri è ancora pienamente attivo Michelangelo; ma già si avvertono segnali di crisi sul piano politico, perché l'Italia è percorsa da armate straniere, come le colonne dei lanzichenecchi che mettono a sacco Roma, nel 1527 e, l'eresia luterana si diffonde in europa, senza trovare un'adeguata risposta. L'affresco realizzato dal Correggio, sotto la cupola del Duomo di Parma, rappresenta l'Assunzione della Vergine in un turbinio di angeli e santi. Si verifica una perfetta adesione fra spazio architettonico e pittorico: una spirale di nuvole e corpi celesti, sembra risucchiata verso l'alto, verso un'infinito che si perde nella luce di Dio. Pietro da Cortona porta a termine a Roma un affresco che ha per tema il Trionfo della Provvidenza, nella volta di un salone di Palazzo Bernini, nel terzo decennio del Seicento.

L'artista, con un gioco illusionistico, crea una cornice architettonica alla composizione e una sovrabbondanza di panneggi, festoni, gesti enfatici, teatrali. Il pittore toscano, oltre che celebrare, in modo allegorico, la benedizione di Dio su tutto il creato, vuole esaltare anche la famiglia proprietaria del palazzo e sua committente. Questa poetica dell'esagerato, della meraviglia, si adatta benissimo a celebrare la Chiesa di Roma che, fra Cinquecento e Seicento, intende dichiararsi, anche attraverso l'espressione artistica, universale e trionfale. Jacopo Barozzi, detto il Vignola, costruì a Roma, nel 1540, la Chiesa del Gesù, commissionata dal cardinale Alessandro Farnese.

Le caratteristiche basilari: una sola e grande navata, dove i fedeli avessero l'idea della moltitudine e del raccoglimento, una buona resa acustica per l'amplificazione della voce dei predicatori, piccole cappelle laterali per i confessionali e l'adorazione dei santi. La chiesa del Vignola condensò i nuovi canoni architettonici dettati dalla Controriforma e divenne punto di riferimento per tutta l'architettura successiva e che doveva puntare alla funzionalità degli spazi, contando su studiati espedienti di percezione ottica e acustica, ma anche facendo leva sulla partecipazione emotiva, suscitata dai monumenti e dalle pitture, ricchi di effetto e patetismo.
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