articolo Arredamento Cucina
Cucina: rivestiamo? freccemartedì 10 settembre 2013

Torniamo di nuovo a parlare della cucina, stavolta nell’ambito rivestimento. Meglio rivestire il retro con piastrelle o pannelli, oppure usare le nuove e moderne vernici lavabili? Vediamo nel dettaglio i pro e i contro di entrambe le soluzioni. Il rivestimento con le piastrelle/pannello permette innanzitutto di tenere la cucina sempre pulita e in ordine, senza il timore di schizzi di olio o cibo durante la cottura. Anche il calore emanato dal forno, sia esso a colonna o sotto piano, non produce alcun effetto di scolorimento o macchie sui rivestimenti tipici come appunto le piastrelle.

A favore di questa scelta è venuta anche l’industria dell’edilizia che offre ogni anno spunti nuovi su colori, materiali ed effetti scenici innovativi e particolari; basti pensare alle piastrelle effetto pietra che tanto sono amate dalle giovani coppie di oggi che decidono di mettere su casa. Stando sul tradizionale, si parla di piastrelle a forma quadrata (molto poco richieste oggi) o rettangolare (più carine e di maggior impatto); queste ultime, se prese nelle misure giuste, permettono, senza troppi fronzoli, di creare dei rivestimenti originali (messe sfalsate o prese addirittura di misure diverse creano giochi di linee davvero sfiziosi).

Un altro punto a favore del rivestimento tradizionale è la possibilità di dare continuità cromatica con il pavimento, soprattutto per quanto riguarda le cucine a vista sul soggiorno; si eviteranno quindi dubbi accostamenti di colore e materiale, che possano mettere in imbarazzo durante i pranzi di famiglia. Se le piastrelle non sono proprio il vostro forte, oggi le aziende di mobili hanno pensato bene di venire incontro anche ai clienti più esigenti, dando la possibilità di utilizzare come rivestimento lo stesso materiale usato per produrre i top.

Sia esso laminato o quarzo, il pannello di rivestimento permette ancora di più di mantenere una continuità, oltre che cromatica, anche di linea; così qualunque dubbio di abbinamento sarà sfatato. Ciò che spesso, però, lascia perplessi sulla scelta di questo genere di rivestimento è la pesantezza visiva che la cucina potrà avere una volta terminato il montaggio e visto l’insieme; di sicuro, le piastrelle vincolano (e non poco) nella scelta del materiale e della tonalità della cucina stessa, sia nei mobili che nel colore delle pareti. Insomma, buona la prima!

La mancanza di rivestimento, viceversa, provoca dubbi e curiosità opposte; i primi derivano dal fatto che non ci sia una protezione “fisica” della parete (la vernice non la vedo,ma so che c’è) e può quindi condizionare nel libero utilizzo della propria cucina. E’ vero che le vernici lavabili messe in commercio oggi hanno un’efficacia decisamente maggiore e più durevole nel tempo, rispetto alle prime che si trovavano nei negozi specializzati. Molte non hanno più nemmeno quella, spesso orribile, pellicola lucida che rendeva il tutto fin troppo plasticoso; al contrario, si possono scegliere tra tante sfumature ed effetti che aiutano a dare una scenografia ancora più di impatto alla cucina e che spesso vengono usate anche per il resto delle pareti (effetti brillantinati e spugnati molto carini).

Il vantaggio maggiore sta sicuramente nel fatto di avere molta più libertà di scelta rispetto ai rivestimenti in piastrelle; non importa se la cucina sia laccata o in legno, l’importante è che si abbini con la tonalità cromatica. E’ ovvio: si tratta sempre di una vernice, sì lavabile, ma comunque delicata; scegliendo questa soluzione bisogna tenere conto della necessità, almeno una volta all’anno, di riprendere il colore soprattutto nei punti strategici (dietro il piano cottura e dietro il lavello).
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Valentina  Morlacchi - vedi tutti gli articoli di Valentina  Morlacchi



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Torniamo di nuovo a parlare della cucina, stavolta nell’ambito rivestimento. Meglio rivestire il retro con piastrelle o pannelli, oppure usare le nuove e moderne vernici lavabili? Vediamo nel dettaglio i pro e i contro di entrambe le soluzioni. Il rivestimento con le piastrelle/pannello permette innanzitutto di tenere la cucina sempre pulita e in ordine, senza il timore di schizzi di olio o cibo durante la cottura. Anche il calore emanato dal forno, sia esso a colonna o sotto piano, non produce alcun effetto di scolorimento o macchie sui rivestimenti tipici come appunto le piastrelle.

A favore di questa scelta è venuta anche l’industria dell’edilizia che offre ogni anno spunti nuovi su colori, materiali ed effetti scenici innovativi e particolari; basti pensare alle piastrelle effetto pietra che tanto sono amate dalle giovani coppie di oggi che decidono di mettere su casa. Stando sul tradizionale, si parla di piastrelle a forma quadrata (molto poco richieste oggi) o rettangolare (più carine e di maggior impatto); queste ultime, se prese nelle misure giuste, permettono, senza troppi fronzoli, di creare dei rivestimenti originali (messe sfalsate o prese addirittura di misure diverse creano giochi di linee davvero sfiziosi).

Un altro punto a favore del rivestimento tradizionale è la possibilità di dare continuità cromatica con il pavimento, soprattutto per quanto riguarda le cucine a vista sul soggiorno; si eviteranno quindi dubbi accostamenti di colore e materiale, che possano mettere in imbarazzo durante i pranzi di famiglia. Se le piastrelle non sono proprio il vostro forte, oggi le aziende di mobili hanno pensato bene di venire incontro anche ai clienti più esigenti, dando la possibilità di utilizzare come rivestimento lo stesso materiale usato per produrre i top.

Sia esso laminato o quarzo, il pannello di rivestimento permette ancora di più di mantenere una continuità, oltre che cromatica, anche di linea; così qualunque dubbio di abbinamento sarà sfatato. Ciò che spesso, però, lascia perplessi sulla scelta di questo genere di rivestimento è la pesantezza visiva che la cucina potrà avere una volta terminato il montaggio e visto l’insieme; di sicuro, le piastrelle vincolano (e non poco) nella scelta del materiale e della tonalità della cucina stessa, sia nei mobili che nel colore delle pareti. Insomma, buona la prima!

La mancanza di rivestimento, viceversa, provoca dubbi e curiosità opposte; i primi derivano dal fatto che non ci sia una protezione “fisica” della parete (la vernice non la vedo,ma so che c’è) e può quindi condizionare nel libero utilizzo della propria cucina. E’ vero che le vernici lavabili messe in commercio oggi hanno un’efficacia decisamente maggiore e più durevole nel tempo, rispetto alle prime che si trovavano nei negozi specializzati. Molte non hanno più nemmeno quella, spesso orribile, pellicola lucida che rendeva il tutto fin troppo plasticoso; al contrario, si possono scegliere tra tante sfumature ed effetti che aiutano a dare una scenografia ancora più di impatto alla cucina e che spesso vengono usate anche per il resto delle pareti (effetti brillantinati e spugnati molto carini).

Il vantaggio maggiore sta sicuramente nel fatto di avere molta più libertà di scelta rispetto ai rivestimenti in piastrelle; non importa se la cucina sia laccata o in legno, l’importante è che si abbini con la tonalità cromatica. E’ ovvio: si tratta sempre di una vernice, sì lavabile, ma comunque delicata; scegliendo questa soluzione bisogna tenere conto della necessità, almeno una volta all’anno, di riprendere il colore soprattutto nei punti strategici (dietro il piano cottura e dietro il lavello).
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Valentina  Morlacchi - vedi tutti gli articoli di Valentina  Morlacchi



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