articolo Consigli Piante medicinali
Curarsi con le piante medicinali freccemartedì 3 settembre 2013

A dare rigore scientifico alle scoperte dei nostri antenati sulle capacita' terapeutiche di molte piante medicinali e' stata la scienza ufficiale solo di recente, assorbendo conoscenze accumulate in millenni di storia dopo svariate e ripetute sperimentazioni, dagli antichi egizi al popolo della Mesopotamia, tanto che l'assirologo Campbell Thompson arrivo' ad identificare ben 250 sostanze diverse adoperate dai babilonesi. Apporto all'erboristeria e alla fitoterapia e' stato dato dai grandi esploratori, come Marco Polo, che dai suoi viaggi ha trasmesso a noi notizie sullo zafferano , sulla canfora, e sulla raccolta del pepe.

Tra il '400 ed il '500 fu un fiorire di libri dedicati alla raccolta delle erbe e alla loro conservazione, nacque il primo Orto Botanico grazie all'iniziativa dell'Universita' di Padova, dalla fitoterapia prese vita la botanica farmaceutica, e da essa la schiera di sistematici come Linneo(1707-1778), che scrisse il completo "Specie plantarum",e dopo lo sbarco in Europa della corteccia di china quale potente antifebbrile,nell'800 la chimica isolo' molti dei principi attivi dei vegetali, e vennero infine introdotte nuove droghe come la coca adoperata ad uso anestetico. Quindi da tempo immemorabile le piante medicinali hanno trovato largo impiego, sebbene nessun trattato di botanica possa sostituirsi all'esperienza diretta.

Le parti , sia fresche che disseccate, che apportano benefici terapeutici sono solitamente quelle piu' ricche di principio attivo, ossia la radice, il tubero o rizoma, la foglia, i fiori, il succo o la corteccia, ed esse prendono nome di droghe. Il principio attivo varia moltissimo in funzione dell'organo considerato, del terreno, della quantita' di luce ed umidita', della stagione e, addirittura, dell'ora del giorno. Infatti primo comandamento dell'erborista e' il rispetto del tempo balsamico, in cui massima e' la presenza del principio attivo nella pianta. Gli steli si raccolgono in autunno e le gemme all'inizio della primavera; le foglie prima della fioritura, e mai al primo mattino, perché risulterebbero irrorate di rugiada,e difficoltoso sarebbe l'essicatura delle droghe; i fiori prima della sbocciatura, e sempre a corolla aperta, perché massimi sono succo e profumo; frutti e semi si raccolgono a completa maturita'; la corteccia , esclusivamente dalle piante adulte, solo all'inizio della primavera o in autunno, così come rizomi e tuberi.

I bulbi vanno estratti dopo la fruttificazione della pianta. Una volta operata la scelta della pianta, e' necessario prendere diverse precauzioni per la preparazione e l'estrazione dei principi attivi mediante operazioni fisiche o meccaniche. L'infuso si prepara versando acqua bollente sulla parte della pianta che viene utilizzata, lasciando agire per 15 minuti, e poi filtrando. Il decotto si ottiene mettendo la pianta in acqua fredda e poi portando ad ebollizione per qualche minuto, e poi filtrando. La macerazione, infine, consiste nel lasciare la pianta, una volta frammentata o polverizzata, a contatto con un solvente a freddo (acqua, vino, aceto o etere), per diversi giorni se non settimane, decantare, spremere la parte solida, e filtrare bene. Le tinture si ottengono per macerazione prolungata in alcool 70% in recipiente ben sigillato.

Gli estratti ,invece, dalla evaporazione parziale dei succhi vegetali o delle soluzioni ottenute trattando la pianta con solventi capaci di estrarre i principi attivi (si possono ottenere estratti in corrente di vapor d'acqua, in acqua, e alcool o etere). In un'epoca in cui l'ecologia spinge verso un ritorno alla natura, un nuovo fito-escursionismo potrebbe trovare una giusta collocazione nella vita di tutti coloro che vogliono dare ad essa uno scopo.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola  Irace - vedi tutti gli articoli di Paola  Irace



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Alonsoa

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Hippophae

Hippophae, genere di 3 specie di cespugli rustici, a foglie decidue, appartenenti alla famiglia delle Elaeagnaceae, coltivati soprattutto per le loro bacche molto ornamentali.
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Convòlvolo (Convolvolus)

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Ricetta del giorno
Caprese mozzarella e anguria
Fare bollire l'aceto balsamico e lo zucchero in un pentolino a fuoco medio fin quando non avrà assunto l'aspetto di uno sciroppo denso, simile al miele, ....
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Nemesia

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Silybum, genere di 2 specie di piante erbacee, annuali o biennali, rustiche, appartenenti alla famiglia delle Compositae. La specie descritta, adatta per le bordure, si coltiva in particolar modo per le foglie che sono molto ........

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Limnanthes, genere di 10 specie di piante annuali, che possono essere coltivate anche in vaso. La specie descritta si coltiva nei giardini rocciosi e nelle bordure.
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Curarsi con le piante medicinali freccemartedì 3 settembre 2013

A dare rigore scientifico alle scoperte dei nostri antenati sulle capacita' terapeutiche di molte piante medicinali e' stata la scienza ufficiale solo di recente, assorbendo conoscenze accumulate in millenni di storia dopo svariate e ripetute sperimentazioni, dagli antichi egizi al popolo della Mesopotamia, tanto che l'assirologo Campbell Thompson arrivo' ad identificare ben 250 sostanze diverse adoperate dai babilonesi. Apporto all'erboristeria e alla fitoterapia e' stato dato dai grandi esploratori, come Marco Polo, che dai suoi viaggi ha trasmesso a noi notizie sullo zafferano , sulla canfora, e sulla raccolta del pepe.

Tra il '400 ed il '500 fu un fiorire di libri dedicati alla raccolta delle erbe e alla loro conservazione, nacque il primo Orto Botanico grazie all'iniziativa dell'Universita' di Padova, dalla fitoterapia prese vita la botanica farmaceutica, e da essa la schiera di sistematici come Linneo(1707-1778), che scrisse il completo "Specie plantarum",e dopo lo sbarco in Europa della corteccia di china quale potente antifebbrile,nell'800 la chimica isolo' molti dei principi attivi dei vegetali, e vennero infine introdotte nuove droghe come la coca adoperata ad uso anestetico. Quindi da tempo immemorabile le piante medicinali hanno trovato largo impiego, sebbene nessun trattato di botanica possa sostituirsi all'esperienza diretta.

Le parti , sia fresche che disseccate, che apportano benefici terapeutici sono solitamente quelle piu' ricche di principio attivo, ossia la radice, il tubero o rizoma, la foglia, i fiori, il succo o la corteccia, ed esse prendono nome di droghe. Il principio attivo varia moltissimo in funzione dell'organo considerato, del terreno, della quantita' di luce ed umidita', della stagione e, addirittura, dell'ora del giorno. Infatti primo comandamento dell'erborista e' il rispetto del tempo balsamico, in cui massima e' la presenza del principio attivo nella pianta. Gli steli si raccolgono in autunno e le gemme all'inizio della primavera; le foglie prima della fioritura, e mai al primo mattino, perché risulterebbero irrorate di rugiada,e difficoltoso sarebbe l'essicatura delle droghe; i fiori prima della sbocciatura, e sempre a corolla aperta, perché massimi sono succo e profumo; frutti e semi si raccolgono a completa maturita'; la corteccia , esclusivamente dalle piante adulte, solo all'inizio della primavera o in autunno, così come rizomi e tuberi.

I bulbi vanno estratti dopo la fruttificazione della pianta. Una volta operata la scelta della pianta, e' necessario prendere diverse precauzioni per la preparazione e l'estrazione dei principi attivi mediante operazioni fisiche o meccaniche. L'infuso si prepara versando acqua bollente sulla parte della pianta che viene utilizzata, lasciando agire per 15 minuti, e poi filtrando. Il decotto si ottiene mettendo la pianta in acqua fredda e poi portando ad ebollizione per qualche minuto, e poi filtrando. La macerazione, infine, consiste nel lasciare la pianta, una volta frammentata o polverizzata, a contatto con un solvente a freddo (acqua, vino, aceto o etere), per diversi giorni se non settimane, decantare, spremere la parte solida, e filtrare bene. Le tinture si ottengono per macerazione prolungata in alcool 70% in recipiente ben sigillato.

Gli estratti ,invece, dalla evaporazione parziale dei succhi vegetali o delle soluzioni ottenute trattando la pianta con solventi capaci di estrarre i principi attivi (si possono ottenere estratti in corrente di vapor d'acqua, in acqua, e alcool o etere). In un'epoca in cui l'ecologia spinge verso un ritorno alla natura, un nuovo fito-escursionismo potrebbe trovare una giusta collocazione nella vita di tutti coloro che vogliono dare ad essa uno scopo.
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