articolo Erbacee Perenni
Le bordure miste, affascinanti scenari floreali freccevenerdì 11 febbraio 2011

Uno dei più grandi piaceri del giardinaggio è da sempre stato quello del di progettare il proprio spazio verde, una progettazione che non ha mai fine e che stimola sempre a ricercare nuove soluzioni basandosi sulla propria creatività e il proprio gusto.
Spesso si ricorre ad uno specialista per queste soluzioni, ma non  è la stessa cosa e mai lo potrà essere perché verrebbe a mancare il gusto della creazione, del dare sfogo alla propria inventiva e alle proprie sensazioni. I primi giorni della nascita dell’idea si passeranno nello sfogliare i cataloghi delle varie aziende florvivaistiche o le riviste specializzate alla ricerca di uno spunto, di un suggerimento anche tecnico, per cercare di mettere in pratica quello che si ha in mente.

Po finalmente si comincia a sentire nell’aria l’arrivo della stagione meno fredda e si potrà finalmente dare sfogo alla propria passione.
Primo paso è la preparazione del suolo che dovrà accogliere il nostro progetto, facendo bene attenzione alla composizione del terreno  e alle sue caratteristiche che dovranno essere favorevoli ad accogliere le piante che abbiamo scelto dopo tanto studio.

Alla fine si potrà passare alla fase degli acquisti, considerando che il mese di febbraio, in genere, è uno dei migliori in quanto offre una vasta possibilità di scelta sia presso i vivai, che attraverso la vendita per corrispondenza, in modo da avere tutto il tempo perché le  piantine scelte vengano consegnate. Naturalmente stiamo parlando, nella stragrande maggioranza, di essenze perenni e non delle piantine a fioritura stagionale per il cui acquisto bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo.
Bisogna comunque tener ben presente che le nuove bordure non saranno  subito all’altezza delle nostre aspettative. Progettare una bordura mista vuol dire mettere in conto il fatto che perché questa sia poi come l’abbiamo immaginata, devono passare alcuni anni in modo che le giovani piantine abbiano tutto il tempo di acclimatarsi e di assumere le loro dimensioni definitive, dimensioni che avremo, ovviamente, tenuto nella giusta considerazione nel nostro progetto.

Sarà un lavoro di qualche anno, 2-3 più o meno, nei quali inevitabilmente vedremo alcune specie soccombere a vantaggio di altre che prenderanno il sopravvento diventando troppo invadenti e che quindi avremo cura di ridimensionare, altre ancora saranno sostituite perché non soddisfacenti.
Quello delle bordure miste è un impegno a medio termine, certamente non lungo come quello di dover aspettare la crescita di un albero con la sua fioritura, ma certamente è impossibile che in un anno il nostro bordo misto corrisponda a quanto avevamo immaginato e progettato con tanta cura.

Ma quale potrebbe essere la posizione ideale per un bordo misto. Non esiste una regola fissa in quanto, alla fine, tutto dipende dall’esposizione, dalla fascia climatica e dalla natura del terreno. Sarebbe comunque opportuno scegliere una posizione riparata ed esposta al sole del mattino, magari vicina ad un muro,  ma questo non significa che chi non ha nel suo giardino una posizione con queste caratteristiche debba rinunciarci. Si troverà comunque un compromesso. La natura sa adeguarsi alle circostanze meglio di chiunque altro e a ricrearsi quel microclima necessario alle proprie esigenze.

La presenza del muro può essere utile per riparare le piantine dal vento dominante ma, allo stesso tempo, potrebbe essere un po’ cupa e allora sarà nostra cura creare delle situazioni interessanti facendovi arrampicare qualche esemplare di Clematide o di Gelsomino o di altri arbusti, che pur non essendo rampicanti possono alleggerire il muro stesso.
Ai piedi di questi arazzi verdi si creerà, grazie al nostro bordo misto, una tavolozza di colori affascinante e mutevole, mese dopo mese.

Conviene sistemare le piantine a piccoli grippi, solitamente tra le 4 e le 7 unità, rispettando la gradualità delle altezze. La ripetizione di alcune piante o di alcuni gruppi nell’ambito dello stesso bordo misto può essere utile per dare continuità e attenuare l’eccessiva variabilità anche perché, altrimenti, si correrebbe il rischio di avere una troppo netta diversificazione tra zona fiorita e zona verde dal momento che generalmente le epoche di fioritura sono, si continue, ma diverse.

L’occhio cerca un legame tematico che può essere rappresentato anche da una costante presenza di una certa tonalità di fogliame come, per esempio, il grigio della Santolina, della Cineraria e dello Stachys oppure dal ripetersi, in variazioni di colore  e di forma come, per esempio, quella dei fiori a spiga generalmente alta e vistosa come le Digitale, la Salvie o il Delphinium.
Inevitabilmente, soprattutto per i primi anni di impianto, si avranno degli spazi vuoti che verranno colmati con le annuali che poi, man mano che le perenni assumeranno le loro dimensioni definitive, verranno eliminate una volta per tutte.

Oppure, la dove son state sistemate delle Hosta che in inverno perdono completamente la loro parte fogliare, è possibile sistemare dei bulbi a fioritura primaverile e o precoce come i Crochi e i Narcisi che poi lasceranno, ai primi di maggio, libero spazio alla lussureggiante vegetazione delle Hosta.
Quali piante prendere in considerazione. Come detto tutto dipende anche dalla collocazione climatica della nostra bordura ma, in  linea di massima, per le piantine a bassa vegetazione potremmo prendere in considerazione l’Alchemilla Mollis, le Campanule, il Piretro, i Gerani (attenzione, non i Pelargoni vviamente), la Inula,  la Veronica, la Salvia officinalis, l’America Helenium e la Saxifraga.

Per le piantine con sviluppo in altezza potremmo rivolgere la nostra attenzione alle Digitalis, ai Lupini un po’ esigenti come terreno e coltivazione, alla Salvia farinacea Victoria, alla Betonica macrantha, alla Liobelia Cardinalis e all’hesperis matronalis.
Sarà un’esperienza entusiasmante. Provare per credere.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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Uno dei più grandi piaceri del giardinaggio è da sempre stato quello del di progettare il proprio spazio verde, una progettazione che non ha mai fine e che stimola sempre a ricercare nuove soluzioni basandosi sulla propria creatività e il proprio gusto.
Spesso si ricorre ad uno specialista per queste soluzioni, ma non  è la stessa cosa e mai lo potrà essere perché verrebbe a mancare il gusto della creazione, del dare sfogo alla propria inventiva e alle proprie sensazioni. I primi giorni della nascita dell’idea si passeranno nello sfogliare i cataloghi delle varie aziende florvivaistiche o le riviste specializzate alla ricerca di uno spunto, di un suggerimento anche tecnico, per cercare di mettere in pratica quello che si ha in mente.

Po finalmente si comincia a sentire nell’aria l’arrivo della stagione meno fredda e si potrà finalmente dare sfogo alla propria passione.
Primo paso è la preparazione del suolo che dovrà accogliere il nostro progetto, facendo bene attenzione alla composizione del terreno  e alle sue caratteristiche che dovranno essere favorevoli ad accogliere le piante che abbiamo scelto dopo tanto studio.

Alla fine si potrà passare alla fase degli acquisti, considerando che il mese di febbraio, in genere, è uno dei migliori in quanto offre una vasta possibilità di scelta sia presso i vivai, che attraverso la vendita per corrispondenza, in modo da avere tutto il tempo perché le  piantine scelte vengano consegnate. Naturalmente stiamo parlando, nella stragrande maggioranza, di essenze perenni e non delle piantine a fioritura stagionale per il cui acquisto bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo.
Bisogna comunque tener ben presente che le nuove bordure non saranno  subito all’altezza delle nostre aspettative. Progettare una bordura mista vuol dire mettere in conto il fatto che perché questa sia poi come l’abbiamo immaginata, devono passare alcuni anni in modo che le giovani piantine abbiano tutto il tempo di acclimatarsi e di assumere le loro dimensioni definitive, dimensioni che avremo, ovviamente, tenuto nella giusta considerazione nel nostro progetto.

Sarà un lavoro di qualche anno, 2-3 più o meno, nei quali inevitabilmente vedremo alcune specie soccombere a vantaggio di altre che prenderanno il sopravvento diventando troppo invadenti e che quindi avremo cura di ridimensionare, altre ancora saranno sostituite perché non soddisfacenti.
Quello delle bordure miste è un impegno a medio termine, certamente non lungo come quello di dover aspettare la crescita di un albero con la sua fioritura, ma certamente è impossibile che in un anno il nostro bordo misto corrisponda a quanto avevamo immaginato e progettato con tanta cura.

Ma quale potrebbe essere la posizione ideale per un bordo misto. Non esiste una regola fissa in quanto, alla fine, tutto dipende dall’esposizione, dalla fascia climatica e dalla natura del terreno. Sarebbe comunque opportuno scegliere una posizione riparata ed esposta al sole del mattino, magari vicina ad un muro,  ma questo non significa che chi non ha nel suo giardino una posizione con queste caratteristiche debba rinunciarci. Si troverà comunque un compromesso. La natura sa adeguarsi alle circostanze meglio di chiunque altro e a ricrearsi quel microclima necessario alle proprie esigenze.

La presenza del muro può essere utile per riparare le piantine dal vento dominante ma, allo stesso tempo, potrebbe essere un po’ cupa e allora sarà nostra cura creare delle situazioni interessanti facendovi arrampicare qualche esemplare di Clematide o di Gelsomino o di altri arbusti, che pur non essendo rampicanti possono alleggerire il muro stesso.
Ai piedi di questi arazzi verdi si creerà, grazie al nostro bordo misto, una tavolozza di colori affascinante e mutevole, mese dopo mese.

Conviene sistemare le piantine a piccoli grippi, solitamente tra le 4 e le 7 unità, rispettando la gradualità delle altezze. La ripetizione di alcune piante o di alcuni gruppi nell’ambito dello stesso bordo misto può essere utile per dare continuità e attenuare l’eccessiva variabilità anche perché, altrimenti, si correrebbe il rischio di avere una troppo netta diversificazione tra zona fiorita e zona verde dal momento che generalmente le epoche di fioritura sono, si continue, ma diverse.

L’occhio cerca un legame tematico che può essere rappresentato anche da una costante presenza di una certa tonalità di fogliame come, per esempio, il grigio della Santolina, della Cineraria e dello Stachys oppure dal ripetersi, in variazioni di colore  e di forma come, per esempio, quella dei fiori a spiga generalmente alta e vistosa come le Digitale, la Salvie o il Delphinium.
Inevitabilmente, soprattutto per i primi anni di impianto, si avranno degli spazi vuoti che verranno colmati con le annuali che poi, man mano che le perenni assumeranno le loro dimensioni definitive, verranno eliminate una volta per tutte.

Oppure, la dove son state sistemate delle Hosta che in inverno perdono completamente la loro parte fogliare, è possibile sistemare dei bulbi a fioritura primaverile e o precoce come i Crochi e i Narcisi che poi lasceranno, ai primi di maggio, libero spazio alla lussureggiante vegetazione delle Hosta.
Quali piante prendere in considerazione. Come detto tutto dipende anche dalla collocazione climatica della nostra bordura ma, in  linea di massima, per le piantine a bassa vegetazione potremmo prendere in considerazione l’Alchemilla Mollis, le Campanule, il Piretro, i Gerani (attenzione, non i Pelargoni vviamente), la Inula,  la Veronica, la Salvia officinalis, l’America Helenium e la Saxifraga.

Per le piantine con sviluppo in altezza potremmo rivolgere la nostra attenzione alle Digitalis, ai Lupini un po’ esigenti come terreno e coltivazione, alla Salvia farinacea Victoria, alla Betonica macrantha, alla Liobelia Cardinalis e all’hesperis matronalis.
Sarà un’esperienza entusiasmante. Provare per credere.
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