Articolo Il mondo animale Curiosità
Lo riconosci?.....è il brivido felino! freccelunedì 23 settembre 2013      


Qui di seguito troverete un vademecum che vi svela alcune accortezze per riconoscere la sintomatologia di alcune delle più o meno gravi malattie in cui potrebbero imbattersi i vostri animali domestici. Immunodeficienza felina(FIV): è simile alla sindrome di immunodeficienza umana, ma è causata da un altro tipo di virus che non colpisce l'uomo. Si trasmette tramite il morso e si rende quindi necessario, perché il gatto non s'infetti, evitarne il contatto con soggetti potenzialmente infetti(maschi adulti randagi o girovaghi) in quanto non esiste un vaccino per la prevenzione: si mira solamente a limitare le infezioni secondarie. Il periodo di incubazione di questa malattia può essere piuttosto lungo: l'infezione predispone l'organismo a tutta una serie di malattie virali e batteriche e porta alla morte in un tempo più o meno lungo.La diagnosi viene eseguita dal veterinario tramite un test sul sangue. Non esiste un vaccino.

Peritonite infettiva(FIP)
: è una patologia molto seria che colpisce i gatti, prevalentemente, nell'età compresa fra i sei mesi e i 2-3 anni d'età, soprattutto, fra gli esemplari d'allevamento o quelli che vivono in colonie. E' causata da un virus che danneggia numerosi organi interni, causando febbre, inappetenza, calo di peso, vomito, diarrea, rigonfiamento dell'addome, difficoltà respiratorie e depressione. E' una malattia altamente infettiva per gli altri gatti. La terapia è molto complessa e spesso risulta vana. Non esiste un vaccino preventivo.

Rabbia: questa malattia, pericolosa per tutti i mammiferi, si manifesta con turbe comportamentali, paralisi e porta alla morte in breve tempo. La vaccinazione è obbligatoria se il gatto viaggia assieme al proprietario all'estero o in Italia, nelle regioni dove questa malattia è presente.

Acari della rogna: provocano un'infiammazione con molto prurito, caduta di pelo e croste, soprattutto, sulla testa, sulle orecchie e sul collo. Molto contagiosa tra animali della stessa specie o di specie diverse, non presenta alcun pericolo per l'uomo: la diagnosi può essere fatta solo con l'osservazione al microscopio degli acari.

Funghi: le cosiddette micosi cutanee provocano lesioni che si presentano con zone senza peli o con peli spezzati, nonché irritazioni. Esistono casi in cui soggetti ammalati non presentano i sintomi di questa malattia. Queste affezioni cutanee possono essere contagiose per l'uomo.

Pidocchi: sono parassiti specifici del gatto che vivono sulla sua cute e provocano desquamazione e prurito. Le loro uova biancastre sono individuabili sui peli e non colpiscono l'uomo.

Zecche:
vivono succhiando il sangue del gatto e si gonfiano fino a raggiungere anche le dimensioni di un fagiolo.Per rimuoverle bisogna usare molta attenzione:con una pinzetta ruotare la zecca in senso antiorario, facendo attenzione ad estrarre anche il rostro boccale inserito nella cute, che, altrimenti, se lasciato in sede, può provocare un piccolo granuloma.

Curare il nostro animale significa anche prendersi cura di noi stessi, il rispetto per il nostro amico è rispetto per noi stessi, nonché per le persone che ci circondano. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Elisabetta  Mancini - vedi tutti gli articoli di Elisabetta  Mancini



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: è una patologia molto seria che colpisce i gatti, prevalentemente, nell'età compresa fra i sei mesi e i 2-3 anni d'età, soprattutto, fra gli esemplari d'allevamento o quelli che vivono in colonie. E' causata da un virus che danneggia numerosi organi interni, causando febbre, inappetenza, calo di peso, vomito, diarrea, rigonfiamento dell'addome, difficoltà respiratorie e depressione. E' una malattia altamente infettiva per gli altri gatti. La terapia è molto complessa e spesso risulta vana. Non esiste un vaccino preventivo.

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Zecche:
vivono succhiando il sangue del gatto e si gonfiano fino a raggiungere anche le dimensioni di un fagiolo.Per rimuoverle bisogna usare molta attenzione:con una pinzetta ruotare la zecca in senso antiorario, facendo attenzione ad estrarre anche il rostro boccale inserito nella cute, che, altrimenti, se lasciato in sede, può provocare un piccolo granuloma.

Curare il nostro animale significa anche prendersi cura di noi stessi, il rispetto per il nostro amico è rispetto per noi stessi, nonché per le persone che ci circondano. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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