Articolo Cani I cani
Cani e gatti, convivenza a volte difficile freccevenerdì 9 novembre 2012      


Cani e gatti, divisi da una leggendaria inimicizia, riescono invece spesso a convivere tranquillamente, anche se vi sono diverse situazioni nelle quali, i due più amati compagni dell’uomo non si possono proprio vedere. La convivenza tra animali di specie diverse può, infatti, risultare difficile e dare origine a veri e proprio problemi di incompatibilità. Non si tratta, tuttavia, di una regola né tampoco di un fatto naturale, tanto è vero che la storica inimicizia tra cane e gatto non è per nulla reale. Il gatto che fugge evoca l’istinto predatore del cane, ma il problema si supera facilmente facendo crescere i due amici insieme, in modo che imparino a riconoscersi.

I primi mesi di vita sono quelli più importanti per i cuccioli e molti problemi potrebbero essere evitati se i padroni, bruttissima parola che è preferibile cambiare con “gli amici umani”,  valutassero correttamente le  varie fasi di crescita. Per esempio, se i cani socializzano più tardi delle 14 settimane, la timidezza o l’aggressività potrebbero condizionare i loro comportamenti futuri, per cui il momento migliore per accostare cane e gatto è proprio entro tale periodo.

In alcuni animali è particolarmente marcato un vero e proprio riflesso all’inseguimento e, in particolare, sarà ancor più marcato in quei cani che vivono, poverini, o hanno vissuto confinati in un recinto o alla catena. Anche i comportamenti degli amici umani sono determinanti, perché se questi sono abituati a scacciare i gatti dal giardino di casa e il cane assiste alla scena, inevitabilmente si sentirà autorizzato a fare altrettanto.

Il senso del territorio
Un altro elemento fondamentale è il senso della difesa territoriale che si estende al di là dei confini dell’abitazione. Quando il cane è abituato a marcare il territorio oltre i limiti della sua proprietà e è dotato di un carattere aggressivo, è possibile che manifesti l’attività protettiva del suo territorio anche verso animali sconosciuti, quali che essi siano, quindi  gatti ma anche uccelli; egli difende semplicemente il suo territorio da quella che lui considera una intrusione, una minaccia.

Spesso il normale comportamento di approccio  e confronto tra animali viene interpretato dall’uomo in maniera errata, che infatti crede che si stia per scatenare una zuffa, una rissa, mentre spesso all’esibizione minacciosa segue una pronta ritirata da parte dell’intruso. Subentra molte volte anche un interesse legato al gioco, che risponde a dei precisi codici di comportamento. I fatti, per esempio,  compiono movimenti e rituali diversi da quelli usati nella lotta, e chi ha qualche volta assistito ad una disputa tra gatti, se ne renderà conto.

La forza dell’istinto
Uccelli, scoiattoli, cavie, tartarughe sono talmente lontani geneticamente da essere solitamente ignorati dai cani, anche se talvolta esistono due  possibili problematiche e, praticamente, l’istinto venatorio e la gelosia. Quest’ultima, paradossalmente, in casi particolari può scattare che verso oggetti inanimati, ma è più frequente si verifichi nei confronti di un’altra persona o di un suo simile.
Una reciproca tolleranza è ancora assai lontana dall’amicizia, ed anche se gli animali sono uniti da un interesse comune, il gioco per esempio,  questo non implica affatto un vero contatto sociale. Il fatto è che esistono delle oggettive difficoltà di comunicazione tra specie diverse, visto che i linguaggi sono del tutto differenti, per cui un cane non comprenderà automaticamente le manifestazioni d’ira di un gatto, e viceversa, e questo almeno fin quando, a seguito di una lunga convivenza, non avranno imparato a conoscersi.

Crescere insieme
Ciascuna razza canina ha dei comportamenti tipici nella gestione dei rapporti con altre razze. I cani da pastore, per esempio, hanno una predilezione per gli animali da allevamento, i dalmata per i cavalli tanto da essere considerati dei cani da scuderia, ma difficilmente un cane, quale che sia la sua razza, potrà reprimere il suo naturale istinto predatorio verso alcune razze come, ad esempio, i conigli.

In  tutti i casi, la soluzione migliore è quella di fare crescere insieme le specie diverse sin da cuccioli, in modo che imparino a conoscersi e, in un certo senso, anche a fidarsi l’uno dell’altro, anche se a volte crescendo qualche cane potrebbe manifestare  quelle che scherzosamente si definiscono crisi di identità,  cosa a cui i gatti sono completamente refrattari.

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Cani e gatti, divisi da una leggendaria inimicizia, riescono invece spesso a convivere tranquillamente, anche se vi sono diverse situazioni nelle quali, i due più amati compagni dell’uomo non si possono proprio vedere. La convivenza tra animali di specie diverse può, infatti, risultare difficile e dare origine a veri e proprio problemi di incompatibilità. Non si tratta, tuttavia, di una regola né tampoco di un fatto naturale, tanto è vero che la storica inimicizia tra cane e gatto non è per nulla reale. Il gatto che fugge evoca l’istinto predatore del cane, ma il problema si supera facilmente facendo crescere i due amici insieme, in modo che imparino a riconoscersi.

I primi mesi di vita sono quelli più importanti per i cuccioli e molti problemi potrebbero essere evitati se i padroni, bruttissima parola che è preferibile cambiare con “gli amici umani”,  valutassero correttamente le  varie fasi di crescita. Per esempio, se i cani socializzano più tardi delle 14 settimane, la timidezza o l’aggressività potrebbero condizionare i loro comportamenti futuri, per cui il momento migliore per accostare cane e gatto è proprio entro tale periodo.

In alcuni animali è particolarmente marcato un vero e proprio riflesso all’inseguimento e, in particolare, sarà ancor più marcato in quei cani che vivono, poverini, o hanno vissuto confinati in un recinto o alla catena. Anche i comportamenti degli amici umani sono determinanti, perché se questi sono abituati a scacciare i gatti dal giardino di casa e il cane assiste alla scena, inevitabilmente si sentirà autorizzato a fare altrettanto.

Il senso del territorio
Un altro elemento fondamentale è il senso della difesa territoriale che si estende al di là dei confini dell’abitazione. Quando il cane è abituato a marcare il territorio oltre i limiti della sua proprietà e è dotato di un carattere aggressivo, è possibile che manifesti l’attività protettiva del suo territorio anche verso animali sconosciuti, quali che essi siano, quindi  gatti ma anche uccelli; egli difende semplicemente il suo territorio da quella che lui considera una intrusione, una minaccia.

Spesso il normale comportamento di approccio  e confronto tra animali viene interpretato dall’uomo in maniera errata, che infatti crede che si stia per scatenare una zuffa, una rissa, mentre spesso all’esibizione minacciosa segue una pronta ritirata da parte dell’intruso. Subentra molte volte anche un interesse legato al gioco, che risponde a dei precisi codici di comportamento. I fatti, per esempio,  compiono movimenti e rituali diversi da quelli usati nella lotta, e chi ha qualche volta assistito ad una disputa tra gatti, se ne renderà conto.

La forza dell’istinto
Uccelli, scoiattoli, cavie, tartarughe sono talmente lontani geneticamente da essere solitamente ignorati dai cani, anche se talvolta esistono due  possibili problematiche e, praticamente, l’istinto venatorio e la gelosia. Quest’ultima, paradossalmente, in casi particolari può scattare che verso oggetti inanimati, ma è più frequente si verifichi nei confronti di un’altra persona o di un suo simile.
Una reciproca tolleranza è ancora assai lontana dall’amicizia, ed anche se gli animali sono uniti da un interesse comune, il gioco per esempio,  questo non implica affatto un vero contatto sociale. Il fatto è che esistono delle oggettive difficoltà di comunicazione tra specie diverse, visto che i linguaggi sono del tutto differenti, per cui un cane non comprenderà automaticamente le manifestazioni d’ira di un gatto, e viceversa, e questo almeno fin quando, a seguito di una lunga convivenza, non avranno imparato a conoscersi.

Crescere insieme
Ciascuna razza canina ha dei comportamenti tipici nella gestione dei rapporti con altre razze. I cani da pastore, per esempio, hanno una predilezione per gli animali da allevamento, i dalmata per i cavalli tanto da essere considerati dei cani da scuderia, ma difficilmente un cane, quale che sia la sua razza, potrà reprimere il suo naturale istinto predatorio verso alcune razze come, ad esempio, i conigli.

In  tutti i casi, la soluzione migliore è quella di fare crescere insieme le specie diverse sin da cuccioli, in modo che imparino a conoscersi e, in un certo senso, anche a fidarsi l’uno dell’altro, anche se a volte crescendo qualche cane potrebbe manifestare  quelle che scherzosamente si definiscono crisi di identità,  cosa a cui i gatti sono completamente refrattari.

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