articolo Il mondo animale
Diamoci all'ippica freccemartedì 29 ottobre 2013  



Diamoci all'ippica. Il campionato di calcio è fermo perché c’è la partita infrasettimanale della Nazionale?!! Che fare nel weekend? Spararsi!!? Ma neanche per idea. Si possono semplicemente trovare svaghi è passatempi alternativi: ci sarà chi trascorrerà il sabato o la domenica a pescare in riva al lago, chi prenderà parte ad una scampagnata a sfondo pantagruelico, chi passerà il fine settimana in un agriturismo… Noi, nel nostro piccolo, vi consigliamo di darvi all’ippica. E badate bene, non intendiamo minimamente prenderci burla di voi che state leggendo questo articolo; il nostro spassionato consiglio è che vi rechiate per davvero in uno di quei posti in cui è possibile rinverdire l’antico rapporto tra uomo e cavallo. Un connubio che risale alla notte dei tempi, celebrato da diversi episodi mitologici e confermato da grandi eventi storici.

La simbiosi tra uomo e cavallo è parte integrante delle nostre tradizioni culturali: insostituibile compagno nel lavoro nei campi prima e nelle battaglie poi, il cavallo è stato quindi valido mezzo di trasporto, sino a nobilitarsi in eccellente parter sportivo attraverso le odierne competizioni equestri. Ma al di la dell’aspetto prettamente agonistico, il cavallo offre a tutti la possibilità di un’immersione completa nella natura; ove, al piacere di stare all’aria aperta si accompagna la soddisfazione di un rapporto diretto, senza mediazioni, con un animale sensibile e dotato di grande personalità.

Come iniziare. Per accostarsi in modo corretto all’equitazione occorre innanzitutto recarsi in un centro specializzato aderente ad una delle organizzazioni ufficialmente riconosciute. Certi particolari quali un cortile ben pulito e senza cattivi odori, edifici in buone condizioni, box-stalla ben puliti e che presentano lettiere abbondanti, cavalli dall’aspetto sano e soddisfatto, rivelano immediatamente anche se siete dei neofiti il livello professionale di conduzione ed organizzazione di un centro ippico e sono sintomatici del fatto che siete capitati ‘in buone mani’. Anche riconoscere un buon istruttore non è poi cosa estremamente ardua: una guida competente sa infondere fiducia nell’allievo, sa farlo divertire e nel contempo interessare; si mostra sempre paziente, comprensivo, ma anche energico quando è necessario. Durante le sue lezioni insiste sempre per far tenere ai propri allievi un assetto corretto, si premura che l’uso delle mani e delle gambe sia il più possibile esente da difetti, in modo che l’allievo acquisisca una base solida su cui costruire il suo futuro di cavaliere. Inoltre il bravo istruttore prevede sempre alcune lezioni di lavoro in scuderia, utili ad approfondire la conoscenza dell’animale e di riflesso a migliorare la propria attività equestre.

Monta ‘inglese’ o monta ‘western’? I principi base dell’equitazione sono sempre gli stessi. Esistono comunque due differenti stili di monta: quello ‘inglese’ e quello ‘western’. L’equitazione classica, denominata ‘inglese’, deriva da una tradizione europea militare ed artistica e si basa su un’impostazione essenzialmente agonistica. L’equitazione ‘western’ invece deriva da una tradizione americana, è molto più rilassata e si basa essenzialmente sull’agilità del cavaliere; il nome di questo tipo di equitazione deriva dal tipo di sella usata, che grazie ad una maggiore ampiezza rispetto a quella inglese offre al cavaliere la possibilità di acquisire una posizione maggiormente comoda ed al cavallo di distribuire il peso che grava su di esso su una superficie più ampia del dorso. Per tale motivo l’assetto western è l’ideale soprattutto per coloro che desiderano effettuare lunghe passeggiate, trascorrendo molte ore a cavallo.


©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Marcello  Gelfusa - vedi tutti gli articoli di Marcello  Gelfusa



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Lessare il riso per 15 minuti in una pentola con acqua bollente ovviamente salata, scolarlo e versarlo in una insalatiera. Condire con 2 cucchiai di olio ....
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Diamoci all'ippica. Il campionato di calcio è fermo perché c’è la partita infrasettimanale della Nazionale?!! Che fare nel weekend? Spararsi!!? Ma neanche per idea. Si possono semplicemente trovare svaghi è passatempi alternativi: ci sarà chi trascorrerà il sabato o la domenica a pescare in riva al lago, chi prenderà parte ad una scampagnata a sfondo pantagruelico, chi passerà il fine settimana in un agriturismo… Noi, nel nostro piccolo, vi consigliamo di darvi all’ippica. E badate bene, non intendiamo minimamente prenderci burla di voi che state leggendo questo articolo; il nostro spassionato consiglio è che vi rechiate per davvero in uno di quei posti in cui è possibile rinverdire l’antico rapporto tra uomo e cavallo. Un connubio che risale alla notte dei tempi, celebrato da diversi episodi mitologici e confermato da grandi eventi storici.

La simbiosi tra uomo e cavallo è parte integrante delle nostre tradizioni culturali: insostituibile compagno nel lavoro nei campi prima e nelle battaglie poi, il cavallo è stato quindi valido mezzo di trasporto, sino a nobilitarsi in eccellente parter sportivo attraverso le odierne competizioni equestri. Ma al di la dell’aspetto prettamente agonistico, il cavallo offre a tutti la possibilità di un’immersione completa nella natura; ove, al piacere di stare all’aria aperta si accompagna la soddisfazione di un rapporto diretto, senza mediazioni, con un animale sensibile e dotato di grande personalità.

Come iniziare. Per accostarsi in modo corretto all’equitazione occorre innanzitutto recarsi in un centro specializzato aderente ad una delle organizzazioni ufficialmente riconosciute. Certi particolari quali un cortile ben pulito e senza cattivi odori, edifici in buone condizioni, box-stalla ben puliti e che presentano lettiere abbondanti, cavalli dall’aspetto sano e soddisfatto, rivelano immediatamente anche se siete dei neofiti il livello professionale di conduzione ed organizzazione di un centro ippico e sono sintomatici del fatto che siete capitati ‘in buone mani’. Anche riconoscere un buon istruttore non è poi cosa estremamente ardua: una guida competente sa infondere fiducia nell’allievo, sa farlo divertire e nel contempo interessare; si mostra sempre paziente, comprensivo, ma anche energico quando è necessario. Durante le sue lezioni insiste sempre per far tenere ai propri allievi un assetto corretto, si premura che l’uso delle mani e delle gambe sia il più possibile esente da difetti, in modo che l’allievo acquisisca una base solida su cui costruire il suo futuro di cavaliere. Inoltre il bravo istruttore prevede sempre alcune lezioni di lavoro in scuderia, utili ad approfondire la conoscenza dell’animale e di riflesso a migliorare la propria attività equestre.

Monta ‘inglese’ o monta ‘western’? I principi base dell’equitazione sono sempre gli stessi. Esistono comunque due differenti stili di monta: quello ‘inglese’ e quello ‘western’. L’equitazione classica, denominata ‘inglese’, deriva da una tradizione europea militare ed artistica e si basa su un’impostazione essenzialmente agonistica. L’equitazione ‘western’ invece deriva da una tradizione americana, è molto più rilassata e si basa essenzialmente sull’agilità del cavaliere; il nome di questo tipo di equitazione deriva dal tipo di sella usata, che grazie ad una maggiore ampiezza rispetto a quella inglese offre al cavaliere la possibilità di acquisire una posizione maggiormente comoda ed al cavallo di distribuire il peso che grava su di esso su una superficie più ampia del dorso. Per tale motivo l’assetto western è l’ideale soprattutto per coloro che desiderano effettuare lunghe passeggiate, trascorrendo molte ore a cavallo.


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