articolo Cani
La vita segreta dei cani freccevenerdì 18 ottobre 2013  



Se il nostro amico a quattro zampe abbia o meno una sua vita segreta, se quindi viva emozioni molto simili alle nostre, credo sia uno degli interrogativi, che sempre più spesso ci poniamo. Osservandolo mentre ci guarda intensamente piegando la testa da una parte, ci abbaia più o meno insistentemente per dirci qualcosa o ci “imita”, facendo delle buffe smorfie con il suo muso, non possiamo non convincerci che anche un cane abbia una coscienza e provi delle emozioni. E’ questo un argomento a lungo dibattuto.

Da una parte scienziati che da sempre tentano di dimostrare che le emozioni e i pensieri sono a unico appannaggio della specie umana e, dall’altro, chi, invece, seguendo una visione antropomorfica, riconosce anche ai nostri amici quadrupedi, in particolar modo al cane, la capacità di amare, soffrire, riflettere per trovare soluzioni. A chi, vivendo a stretto contatto con un cane, non è, infatti, mai capitato di domandarsi cosa effettivamente questi provi quando ci corre incontro dopo una giornata di lavoro oppure quando cammina fiero al nostro fianco o, ancora, quando, dopo un parto difficile o a causa di qualche malattia, troviamo mamma cane che emette latrati strazianti su uno dei suoi cuccioli che non ce l’ha fatta?

Semplice istinto o vera e propria coscienza? Dopo tutto è scientificamente riconosciuto il carattere evolutivo di pensieri ed emozioni. Se, infatti, non fosse così, la specie umana non sarebbe dove si trova al momento, non avrebbe raggiunto tutti i traguardi che le hanno permesso di governare il pianeta. Di conseguenza la questione della coscienza degli animali rappresenta un campo di indagine scientifica valido e riconosciuto, ormai, anche dal modo accademico, mentre la tesi che tutte le creature diverse dall’uomo non possiedano alcuna coscienza lascia per lo meno sconcertati.

Amante degli animali ed etologa autodidatta, Elizabeth Marshall Thomas, può aiutarci a riflettere su questa tematica, attraverso la lettura del suo libro “La vita segreta dei cani”, che è diventato un clamoroso successo internazionale. Dopo aver osservato per circa trent’anni anni i suoi cani, senza alcuna idea di addomesticazione, ma piuttosto offrendo loro cibo e acqua, dando un rifugio per dormire e seguendoli in lunghissimi vagabondaggi, attraverso città e campagne, l’autrice ha tentato di capire quali fossero realmente i pensieri e le emozioni, che tipizzano la loro esistenza. Il testo rappresenta una sorta di undici biografie distinte, ognuna dedicata ad un esemplare diverso, perché, lo sappiamo, ogni cane ha una sua personalità, un suo carattere e una storia di vita unica, proprio come accade per ognuno di noi.

Così, attraverso la narrazione dell’amore tra Misha e Maria, della profonda gelosia di Violet nei confronti di Bingo, dell’istinto omicida di Kika verso la cucciolata di Viva, vissuta come una concorrente, dell’amicizia tra Suessi e la sua compagna coyote, riusciamo a trovare qualche conferma alle nostre supposizioni. Il cane vive una sua vita segreta, che va ben al di là dell’immagine superficiale di mero amico fedele, che da sempre portiamo con noi. Scevro da quell’idea di animale da compagnia, ormai incapace di vivere senza un essere umano vicino, il nostro amico a quattro zampe mostra piuttosto di sperimentare una variegata gamma di sensazioni e di provare forti emozioni.

Sa, infatti, condividere con i suoi simili dolori e sa anche quando opporsi e quando, invece, crearsi alleanze. Sa amare i propri cuccioli, difendendoli con la vita e sa odiare quelli di altre femmine. Sa orientarsi e spostarsi e sa dove si trova la sua casa, quando è stanco di vagare. Insomma, sa sceglierci e non solo essere scelto e questo fa la differenza, questo ci rende fieri di avere al nostro fianco un amico così.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabrina  Rosa - vedi tutti gli articoli di Sabrina  Rosa



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La vita segreta dei cani freccevenerdì 18 ottobre 2013  

Se il nostro amico a quattro zampe abbia o meno una sua vita segreta, se quindi viva emozioni molto simili alle nostre, credo sia uno degli interrogativi, che sempre più spesso ci poniamo. Osservandolo mentre ci guarda intensamente piegando la testa da una parte, ci abbaia più o meno insistentemente per dirci qualcosa o ci “imita”, facendo delle buffe smorfie con il suo muso, non possiamo non convincerci che anche un cane abbia una coscienza e provi delle emozioni. E’ questo un argomento a lungo dibattuto.

Da una parte scienziati che da sempre tentano di dimostrare che le emozioni e i pensieri sono a unico appannaggio della specie umana e, dall’altro, chi, invece, seguendo una visione antropomorfica, riconosce anche ai nostri amici quadrupedi, in particolar modo al cane, la capacità di amare, soffrire, riflettere per trovare soluzioni. A chi, vivendo a stretto contatto con un cane, non è, infatti, mai capitato di domandarsi cosa effettivamente questi provi quando ci corre incontro dopo una giornata di lavoro oppure quando cammina fiero al nostro fianco o, ancora, quando, dopo un parto difficile o a causa di qualche malattia, troviamo mamma cane che emette latrati strazianti su uno dei suoi cuccioli che non ce l’ha fatta?

Semplice istinto o vera e propria coscienza? Dopo tutto è scientificamente riconosciuto il carattere evolutivo di pensieri ed emozioni. Se, infatti, non fosse così, la specie umana non sarebbe dove si trova al momento, non avrebbe raggiunto tutti i traguardi che le hanno permesso di governare il pianeta. Di conseguenza la questione della coscienza degli animali rappresenta un campo di indagine scientifica valido e riconosciuto, ormai, anche dal modo accademico, mentre la tesi che tutte le creature diverse dall’uomo non possiedano alcuna coscienza lascia per lo meno sconcertati.

Amante degli animali ed etologa autodidatta, Elizabeth Marshall Thomas, può aiutarci a riflettere su questa tematica, attraverso la lettura del suo libro “La vita segreta dei cani”, che è diventato un clamoroso successo internazionale. Dopo aver osservato per circa trent’anni anni i suoi cani, senza alcuna idea di addomesticazione, ma piuttosto offrendo loro cibo e acqua, dando un rifugio per dormire e seguendoli in lunghissimi vagabondaggi, attraverso città e campagne, l’autrice ha tentato di capire quali fossero realmente i pensieri e le emozioni, che tipizzano la loro esistenza. Il testo rappresenta una sorta di undici biografie distinte, ognuna dedicata ad un esemplare diverso, perché, lo sappiamo, ogni cane ha una sua personalità, un suo carattere e una storia di vita unica, proprio come accade per ognuno di noi.

Così, attraverso la narrazione dell’amore tra Misha e Maria, della profonda gelosia di Violet nei confronti di Bingo, dell’istinto omicida di Kika verso la cucciolata di Viva, vissuta come una concorrente, dell’amicizia tra Suessi e la sua compagna coyote, riusciamo a trovare qualche conferma alle nostre supposizioni. Il cane vive una sua vita segreta, che va ben al di là dell’immagine superficiale di mero amico fedele, che da sempre portiamo con noi. Scevro da quell’idea di animale da compagnia, ormai incapace di vivere senza un essere umano vicino, il nostro amico a quattro zampe mostra piuttosto di sperimentare una variegata gamma di sensazioni e di provare forti emozioni.

Sa, infatti, condividere con i suoi simili dolori e sa anche quando opporsi e quando, invece, crearsi alleanze. Sa amare i propri cuccioli, difendendoli con la vita e sa odiare quelli di altre femmine. Sa orientarsi e spostarsi e sa dove si trova la sua casa, quando è stanco di vagare. Insomma, sa sceglierci e non solo essere scelto e questo fa la differenza, questo ci rende fieri di avere al nostro fianco un amico così.
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