articolo Il mondo animale
Riapre la stagione venatoria, via libera alla strage di innocenti freccegiovedì 12 settembre 2013  



Il 15 settembre riapre la stagione venatoria. Doppiette infuriate fino al 30 gennaio 2014, 4 mesi e mezzo di guerra agli innocenti nei boschi e nei campi che circondano le nostre città. Ma non bastano, evidentemente, a tutte le associazioni venatorie del Lazio che chiedono a gran voce almeno 2 giorni di preapertura come già stabilito in altre regioni: uno solo verrà concesso dalla regione Lazio per domenica 1 settembre. Le specie cacciabili per la sola giornata di preapertura sono: cornacchia grigia, gazza, ghiandaia, merlo e tortora.

Ricordiamoci che la giornata di preapertura è un regalo vero e proprio che viene concesso dalle regioni alle lobbies dei cacciatori, che chiedono semplicemente di poter cominciare a sparare “a qualcosa”, sia pure una sola specie, dalla prima domenica di settembre. Di contro invece si crea un danno enorme, non solo verso gli esemplari abbattuti che perdono la loro vita a causa di un gioco, ma anche alla specie a cui appartengono. E’ infatti di pochi giorni fa il ritrovamento di un pulcino di tortora caduto dal nido in provincia di Roma, ciò significa che questa specie si trova ancora nel periodo della nidificazione, dunque, uccidere una mamma in questo momento equivale ad uccidere l’intera nidiata.

Nessuno più porterebbe il cibo ai pulcini nel nido, nessuno potrebbe mai sapere dove si trova il suo nido, e la morte dei pulcini sarebbe inevitabile. Se non di fame, finirebbero di certo come preda di qualche altro uccello. Ogni anno le lobbies dei cacciatori sfruttano la scusa delle specie che loro chiamano “nocive”, quelle cioè che sono considerate pericolose per le colture o perché predatrici di altre specie, per scroccare una o due giornate di caccia in più, prima dell’apertura ufficiale della stagione venatoria.

Dovremmo dunque chiedere la pena di morte per chi, per lucro, inquina le terre di tutti o uccide altre persone? La realtà è che è diminuito il territorio fruibile dagli uccelli a causa dell’urbanizzazione. I campi e i boschi sono sempre di meno, soppiantati da palazzi, strade, cemento e centri commerciali, e qualcuno vuole farci credere che uno dei nostri più grandi problemi sia il sovrappopolamento di alcune specie di uccelli. Per dire no alla caccia, appuntamento sabato 15 settembre a Firenze per la Manifestazione Nazionale contro la Caccia indetta dalla L.A.C. (Lega Abolizione Caccia), dimostrazione che ogni anno raccoglie migliaia di adesioni, tra cui le più grandi associazioni ambientaliste e animaliste come LAV ENPA OIPA e WWF.

Da ricordare che ogni anno, oltre a milioni di animali, solo in Italia muoiono circa 50 persone per incidenti di caccia, più del doppio i feriti da pallini di piombo. Speranza di tutti gli amanti degli animali e della Natura è che questo gioco venga abolito il prima possibile, per scongiurare ancora stragi inutili e danni da piombo alle nostre falde e al nostro ecosistema.
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Martina  Barbieri - vedi tutti gli articoli di Martina  Barbieri



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Ricetta del giorno
Frittata con pecorino toscano e pistacchi
Iniziare con lo sgusciare i pistacchi, tritarli sul tagliere con il coltello e metterli da parte.
Rompere le uova in una ciotola, unire sale, ....
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Ricetta del giorno
Broccoli al vapore con speck e olive
Iniziare con il mettere a bollire due dita d’acqua nella pentola con l’inserto per la cottura a vapore quindi passare a dividere le cimette dei broccoli ....



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Il 15 settembre riapre la stagione venatoria. Doppiette infuriate fino al 30 gennaio 2014, 4 mesi e mezzo di guerra agli innocenti nei boschi e nei campi che circondano le nostre città. Ma non bastano, evidentemente, a tutte le associazioni venatorie del Lazio che chiedono a gran voce almeno 2 giorni di preapertura come già stabilito in altre regioni: uno solo verrà concesso dalla regione Lazio per domenica 1 settembre. Le specie cacciabili per la sola giornata di preapertura sono: cornacchia grigia, gazza, ghiandaia, merlo e tortora.

Ricordiamoci che la giornata di preapertura è un regalo vero e proprio che viene concesso dalle regioni alle lobbies dei cacciatori, che chiedono semplicemente di poter cominciare a sparare “a qualcosa”, sia pure una sola specie, dalla prima domenica di settembre. Di contro invece si crea un danno enorme, non solo verso gli esemplari abbattuti che perdono la loro vita a causa di un gioco, ma anche alla specie a cui appartengono. E’ infatti di pochi giorni fa il ritrovamento di un pulcino di tortora caduto dal nido in provincia di Roma, ciò significa che questa specie si trova ancora nel periodo della nidificazione, dunque, uccidere una mamma in questo momento equivale ad uccidere l’intera nidiata.

Nessuno più porterebbe il cibo ai pulcini nel nido, nessuno potrebbe mai sapere dove si trova il suo nido, e la morte dei pulcini sarebbe inevitabile. Se non di fame, finirebbero di certo come preda di qualche altro uccello. Ogni anno le lobbies dei cacciatori sfruttano la scusa delle specie che loro chiamano “nocive”, quelle cioè che sono considerate pericolose per le colture o perché predatrici di altre specie, per scroccare una o due giornate di caccia in più, prima dell’apertura ufficiale della stagione venatoria.

Dovremmo dunque chiedere la pena di morte per chi, per lucro, inquina le terre di tutti o uccide altre persone? La realtà è che è diminuito il territorio fruibile dagli uccelli a causa dell’urbanizzazione. I campi e i boschi sono sempre di meno, soppiantati da palazzi, strade, cemento e centri commerciali, e qualcuno vuole farci credere che uno dei nostri più grandi problemi sia il sovrappopolamento di alcune specie di uccelli. Per dire no alla caccia, appuntamento sabato 15 settembre a Firenze per la Manifestazione Nazionale contro la Caccia indetta dalla L.A.C. (Lega Abolizione Caccia), dimostrazione che ogni anno raccoglie migliaia di adesioni, tra cui le più grandi associazioni ambientaliste e animaliste come LAV ENPA OIPA e WWF.

Da ricordare che ogni anno, oltre a milioni di animali, solo in Italia muoiono circa 50 persone per incidenti di caccia, più del doppio i feriti da pallini di piombo. Speranza di tutti gli amanti degli animali e della Natura è che questo gioco venga abolito il prima possibile, per scongiurare ancora stragi inutili e danni da piombo alle nostre falde e al nostro ecosistema.
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Martina  Barbieri - vedi tutti gli articoli di Martina  Barbieri





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