articolo Il mondo animale
Come allattare un cucciolo di gatto: consigli utili per le balie umane freccelunedì 30 settembre 2013  



Come ogni anno, soprattutto nei mesi più caldi, ma anche in primavera e autunno, numerosi sono gli allarmi e le richieste di aiuto che i cittadini rivolgono alle strutture competenti per ospitare trovatelli o ai volontari animalisti: “Oddio, ho trovato un cucciolo di gatto abbandonato, ha ancora gli occhi chiusi e deve essere allattato….che devo fare?”. Non sempre le strutture pubbliche o private riescono a soddisfare e risolvere questo tipo di emergenze, per due motivi: i cuccioli abbandonati senza mamma sono moltissimi (e le strutture non hanno posto a sufficienza per ospitare tutti gli animali in difficoltà), la procedura di allattamento di uno o più cuccioli richiede una presenza e un lavoro costante, impossibile da portare avanti in gattili dove i volontari sono presenti solo nelle ore diurne!

Per questi motivi, molte persone che trovano uno o più micini in strada che necessitano di essere allattati artificialmente, devono organizzarsi “in proprio”, trovandosi di fronte ad una situazione che, molto spesso, non sanno gestire. Vi vogliamo, per questo, spiegare il corretto metodo di allattamento e svezzamento dei gattini, un vademecum utile per chi non ha esperienza e si trova a gestire una situazione di emergenza! La primissima cosa da fare quando si trova un cucciolo di gatto abbandonato e senza la mamma che lo possa allattare, è metterlo in sicurezza.

Rimediate un trasportino o una scatola (meglio se con bordi alti), sul fondo della quale adagiate una o due bottiglie di plastica riempite con acqua calda (va benissimo anche una borsa dell’acqua calda o un termoforo, regolato a temperatura non troppo elevata, tiepida): questo perché i gattini possono cadere facilmente in ipotermia, e hanno bisogno, in mancanza del calore della loro mamma gatta, di una sorgente di tepore che mantenga la loro temperatura al giusto livello (controllate sempre a mani nude che il piccolo non sia freddo). Fatto ciò, se possibile, portate subito il piccolo da un veterinario per una visita di controllo e per accertarsi delle sue condizioni di salute.

Sarà il veterinario a darvi anche dei consigli utili su come procedere nel vostro compito di balia! Fondamentale, ovviamente, per una crescita sana e regolare del piccolo, l’utilizzo di una corretta alimentazione: ad oggi si trovano sul mercato numerose ottime marche di latte in polvere per cuccioli di cane o gatto, formulate specificatamente per apportare i giusti elementi nutritivi. Le potrete trovare in farmacie con reparto veterinario o nei negozi specializzati di vendita di prodotti per animali. Se vi trovate impossibilitati sul momento a reperire latte artificiale, potete ovviare preparando una miscela “casalinga” con 200 ml di latte di capra intero (meglio non utilizzate il latte vaccino), 1 o 2 cucchiaini di panna da cucina, 1 tuorlo d’uovo da aspirare con una siringa per evitate che nella miscela finisca anche la pellicina che contiene il tuorlo (mi raccomando, eliminate bene anche l’albume).

Il tutto va agitato per bene e, una volta utilizzato, il rimanete va conservato in frigo. Si consiglia, comunque, di procurarsi quanto prima del latte in polvere artificiale per micini, anche perché è molto più semplice e sbrigativo da preparare. Importante: la temperatura del latte preparato deve essere misurata versando una goccia di liquido sul polso; la temperatura non deve essere troppo elevata o troppo bassa, ma deve corrispondere alla nostra temperatura corporea (calcolate che mamma mamma gatta ha una temperatura di circa 38.5 gradi). Una volta che vi siete organizzati con la pappa da somministrare, è necessario procurarsi un biberon da cuccioli (anche questo potete trovarlo in farmacie veterinarie o in negozi di prodotti per animali); se non riuscite a rimediarlo, potete utilizzare una siringa di piccole dimensioni (es. quelle da insulina), eliminando, ovviamente, l’ago.

Ricordate sempre che i biberon in vendita non hanno il forellino sulla tettarella, quindi dovrete farlo voi, bucando con un ago o con delle forbicine. Fate attenzione che il buco non sia troppo largo, potrebbe causare eccessiva fuoriuscita di latte durante l’allattamento. Ora che avete il latte pronto nel biberon o nella siringhina, vi è utile conoscere alcuni fondamentali accorgimenti per allattare in modo corretto il cucciolo, evitando posizioni scorrette o inavvertiti strozzamenti causati da versamento accidentale di latte in trachea. Il micino deve essere adagiato sulla pancia, in posizione prona, con la testa alzata e il collo eretto (nella foto è riprodotta la posizione corretta). In tal modo il latte non rischierà di finire in trachea, provocando il soffocamento del piccolo.

La posizione della vostra mano e del biberon, deve essere orizzontale e lievemente alzata rispetto al muso del micino, senza che il suo collo stia troppo tirato e la testa troppo rovesciata all’indietro. Una volta inserita la tettarella in bocca al cucciolo, premere delicatamente per far uscire qualche goccia: una volta assaggiato il latte, vedrete che il piccolo affamato inizierà a tirare, facendo uscire da solo la quantità di latte necessaria! Vi accorgerete quando il piccolo sarà sazio, perché sarà lui stesso a staccarsi dalla tettarella, addormentandosi quasi all’istante! Come per i bambini, fategli fare il salutare ruttino, poggiandovelo sulla spalla e battendo dei lievissimi col pettini sulla schiena!

Con che frequenza vanno somministrate le poppate? Questo dipende dall’età del cucciolo: se molto piccolo (primi 10-15 gg), deve essere allattato in media ogni 2-3 ore, anche di notte; se più grandino (dopo la III settimana), anche ogni 5 o 6 ore. Poi sarà il cucciolo a farvi capire che ha fame: si sveglierà e comincerà a miagolare come un dannato per attirare la vostra attenzione!!! Dopo ogni pasto, massaggiate delicatamente con una pezzetta umida e tiepida sia il pancino che l’ano e l’orifizio urinario, per aiutarlo a defecare e urinare. In natura, mamma gatta provvede a leccare le stesse parti, sollecitando il piccolo all’evacuazione. Solitamente un micino ha bisogno del latte fino alla IV settimana.

Di lì in poi, dovrebbe iniziare a mangiare cibi semi solidi: si può iniziare la fase dello svezzamento, aggiungendo al latte nel biberon quantità sempre maggiori di cibo umido per gatti (di quelli formulati per animali in degenza, in ripresa fisica o in fase di svezzamento). Se il piccolo (o i piccoli) dimostrano difficoltà a mangiare, sono inappetenti o poco reattivi, portateli subito da un veterinario di fiducia. Il distacco dalla mamma in tenerissima età, può provocare un abbassamento delle normali difese immunitarie, venendo meno, rispetto all’allattamento naturale, del colostro materno.

Vedrete che, passate le prime perplessità e difficoltà organizzative, l’allattamento e lo svezzamento di un cucciolo trovatello sarà un’esperienza bellissima! Oltre la tenerezza che ispirano i cuccioli allattati, sarete gratificati dal fatti di aver salvato una creaturina che, senza il vostro aiuto, sarebbe sicuramente morta! Avrete dato una possibilità di vita ad un animale che non sarebbe sopravvissuto e, magari, perché no, il piccolo salvato potrebbe diventare il vostro nuovo compagno di vita!
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronica  Innominati - vedi tutti gli articoli di Veronica  Innominati



Se ti è piaciuto l'articolo Diventa fan Clicca su
 
Condividilo su:


 

Ricetta del giorno
Orecchiette con ricotta
FAre bollire in una pentola di generose dimensioni 3 litri d’acqua e salarla con il sale grosso. Buttare la pasta, avendo cura di mescolare subito con ....
Adotta un animale Altri Cani Gatti Il mondo animale Uccelli



Articoli correlati

Come allattare un cucciolo di gatto: consigli utili per le balie umane - lunedì 30 settembre 2013
Come ogni anno, soprattutto nei mesi più caldi, ma anche in primavera e autunno, numerosi sono gli allarmi e le richieste di aiuto che i cittadini rivolgono alle strutture competenti per ospitare trovatelli o ai volontari animalisti: “Oddio, ho ........

Tartarughe di terra: come prendersene cura - lunedì 27 ottobre 2014
Considerate poco impegnative, le tartarughe di terra , sono tra gli animali domestici più diffusi, ma vediamo insieme come prendercene cura. L’idea diffusa nell’immaginario collettivo per cui tartaruga uguale poco impegno non è completamente ........

Lotta alle malattie dei randagi: Lega Pro Animale - giovedì 24 ottobre 2013
Istituita nel 1986, la Lega Pro Animale è un’associazione atta alla sterilizzazione di cani e gatti, con sede a Castel Volturno, comune in provincia di Caserta (Campania). Lo scopo del centro è, come si può leggere sul sito gestito dall’associazione ........

Primo soccorso animale - lunedì 9 settembre 2013
Oggi parliamo di un argomento molto utile, ovvero tutto ciò che ci serve per un intervento di primo soccorso in caso di situazioni di emergenza per i nostri amici a quattro zampe! Vediamo innanzitutto, come è opportuno comportarsi, qualora ci ........

Pulire i denti a Cani e Gatti? Ecco come preservare la loro igiene dentale. - martedì 10 settembre 2013
Dopo i primi sei mesi di vita il vostro cucciolo avrà cambiato tutti i suoi denti da latte. A questo punto lui ha finito il suo lavoro di rosicchiare qualsiasi cosa si trovi a portata di bocca e tocca al padrone prendersi cura del suo igiene dentale. ........

Ricetta del giorno
Risotto alle castagne
Fare soffriggere lo scalogno tritato con un filo d’olio in una padella antiaderente. Sminuzzare le castagne finemente e metterle da parte.
Aggiungere ....



 articolo Il mondo animale
Come allattare un cucciolo di gatto: consigli utili per le balie umane freccelunedì 30 settembre 2013  

Come ogni anno, soprattutto nei mesi più caldi, ma anche in primavera e autunno, numerosi sono gli allarmi e le richieste di aiuto che i cittadini rivolgono alle strutture competenti per ospitare trovatelli o ai volontari animalisti: “Oddio, ho trovato un cucciolo di gatto abbandonato, ha ancora gli occhi chiusi e deve essere allattato….che devo fare?”. Non sempre le strutture pubbliche o private riescono a soddisfare e risolvere questo tipo di emergenze, per due motivi: i cuccioli abbandonati senza mamma sono moltissimi (e le strutture non hanno posto a sufficienza per ospitare tutti gli animali in difficoltà), la procedura di allattamento di uno o più cuccioli richiede una presenza e un lavoro costante, impossibile da portare avanti in gattili dove i volontari sono presenti solo nelle ore diurne!

Per questi motivi, molte persone che trovano uno o più micini in strada che necessitano di essere allattati artificialmente, devono organizzarsi “in proprio”, trovandosi di fronte ad una situazione che, molto spesso, non sanno gestire. Vi vogliamo, per questo, spiegare il corretto metodo di allattamento e svezzamento dei gattini, un vademecum utile per chi non ha esperienza e si trova a gestire una situazione di emergenza! La primissima cosa da fare quando si trova un cucciolo di gatto abbandonato e senza la mamma che lo possa allattare, è metterlo in sicurezza.

Rimediate un trasportino o una scatola (meglio se con bordi alti), sul fondo della quale adagiate una o due bottiglie di plastica riempite con acqua calda (va benissimo anche una borsa dell’acqua calda o un termoforo, regolato a temperatura non troppo elevata, tiepida): questo perché i gattini possono cadere facilmente in ipotermia, e hanno bisogno, in mancanza del calore della loro mamma gatta, di una sorgente di tepore che mantenga la loro temperatura al giusto livello (controllate sempre a mani nude che il piccolo non sia freddo). Fatto ciò, se possibile, portate subito il piccolo da un veterinario per una visita di controllo e per accertarsi delle sue condizioni di salute.

Sarà il veterinario a darvi anche dei consigli utili su come procedere nel vostro compito di balia! Fondamentale, ovviamente, per una crescita sana e regolare del piccolo, l’utilizzo di una corretta alimentazione: ad oggi si trovano sul mercato numerose ottime marche di latte in polvere per cuccioli di cane o gatto, formulate specificatamente per apportare i giusti elementi nutritivi. Le potrete trovare in farmacie con reparto veterinario o nei negozi specializzati di vendita di prodotti per animali. Se vi trovate impossibilitati sul momento a reperire latte artificiale, potete ovviare preparando una miscela “casalinga” con 200 ml di latte di capra intero (meglio non utilizzate il latte vaccino), 1 o 2 cucchiaini di panna da cucina, 1 tuorlo d’uovo da aspirare con una siringa per evitate che nella miscela finisca anche la pellicina che contiene il tuorlo (mi raccomando, eliminate bene anche l’albume).

Il tutto va agitato per bene e, una volta utilizzato, il rimanete va conservato in frigo. Si consiglia, comunque, di procurarsi quanto prima del latte in polvere artificiale per micini, anche perché è molto più semplice e sbrigativo da preparare. Importante: la temperatura del latte preparato deve essere misurata versando una goccia di liquido sul polso; la temperatura non deve essere troppo elevata o troppo bassa, ma deve corrispondere alla nostra temperatura corporea (calcolate che mamma mamma gatta ha una temperatura di circa 38.5 gradi). Una volta che vi siete organizzati con la pappa da somministrare, è necessario procurarsi un biberon da cuccioli (anche questo potete trovarlo in farmacie veterinarie o in negozi di prodotti per animali); se non riuscite a rimediarlo, potete utilizzare una siringa di piccole dimensioni (es. quelle da insulina), eliminando, ovviamente, l’ago.

Ricordate sempre che i biberon in vendita non hanno il forellino sulla tettarella, quindi dovrete farlo voi, bucando con un ago o con delle forbicine. Fate attenzione che il buco non sia troppo largo, potrebbe causare eccessiva fuoriuscita di latte durante l’allattamento. Ora che avete il latte pronto nel biberon o nella siringhina, vi è utile conoscere alcuni fondamentali accorgimenti per allattare in modo corretto il cucciolo, evitando posizioni scorrette o inavvertiti strozzamenti causati da versamento accidentale di latte in trachea. Il micino deve essere adagiato sulla pancia, in posizione prona, con la testa alzata e il collo eretto (nella foto è riprodotta la posizione corretta). In tal modo il latte non rischierà di finire in trachea, provocando il soffocamento del piccolo.

La posizione della vostra mano e del biberon, deve essere orizzontale e lievemente alzata rispetto al muso del micino, senza che il suo collo stia troppo tirato e la testa troppo rovesciata all’indietro. Una volta inserita la tettarella in bocca al cucciolo, premere delicatamente per far uscire qualche goccia: una volta assaggiato il latte, vedrete che il piccolo affamato inizierà a tirare, facendo uscire da solo la quantità di latte necessaria! Vi accorgerete quando il piccolo sarà sazio, perché sarà lui stesso a staccarsi dalla tettarella, addormentandosi quasi all’istante! Come per i bambini, fategli fare il salutare ruttino, poggiandovelo sulla spalla e battendo dei lievissimi col pettini sulla schiena!

Con che frequenza vanno somministrate le poppate? Questo dipende dall’età del cucciolo: se molto piccolo (primi 10-15 gg), deve essere allattato in media ogni 2-3 ore, anche di notte; se più grandino (dopo la III settimana), anche ogni 5 o 6 ore. Poi sarà il cucciolo a farvi capire che ha fame: si sveglierà e comincerà a miagolare come un dannato per attirare la vostra attenzione!!! Dopo ogni pasto, massaggiate delicatamente con una pezzetta umida e tiepida sia il pancino che l’ano e l’orifizio urinario, per aiutarlo a defecare e urinare. In natura, mamma gatta provvede a leccare le stesse parti, sollecitando il piccolo all’evacuazione. Solitamente un micino ha bisogno del latte fino alla IV settimana.

Di lì in poi, dovrebbe iniziare a mangiare cibi semi solidi: si può iniziare la fase dello svezzamento, aggiungendo al latte nel biberon quantità sempre maggiori di cibo umido per gatti (di quelli formulati per animali in degenza, in ripresa fisica o in fase di svezzamento). Se il piccolo (o i piccoli) dimostrano difficoltà a mangiare, sono inappetenti o poco reattivi, portateli subito da un veterinario di fiducia. Il distacco dalla mamma in tenerissima età, può provocare un abbassamento delle normali difese immunitarie, venendo meno, rispetto all’allattamento naturale, del colostro materno.

Vedrete che, passate le prime perplessità e difficoltà organizzative, l’allattamento e lo svezzamento di un cucciolo trovatello sarà un’esperienza bellissima! Oltre la tenerezza che ispirano i cuccioli allattati, sarete gratificati dal fatti di aver salvato una creaturina che, senza il vostro aiuto, sarebbe sicuramente morta! Avrete dato una possibilità di vita ad un animale che non sarebbe sopravvissuto e, magari, perché no, il piccolo salvato potrebbe diventare il vostro nuovo compagno di vita!
©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronica  Innominati - vedi tutti gli articoli di Veronica  Innominati





Se ti è piaciuto l'articolo Diventa fan Clicca su
 
Condividilo su: