Articolo Salute Sana alimentazione
Insalate in busta, quanto sono sicure? freccemercoledì 2 ottobre 2013      


A volte dopo aver acquistato l’insalata in busta ci si chiede quanto sia effettivamente sicura. Succede che non sai cosa preparare, hai fretta, sei stanca e anche un piatto d’insalata rischia di sembrare un’impresa un po’ troppo impegnativa. Poi al supermercato te le mettono lì, tutte carine e colorate a fianco al cespo d’insalata aggrovigliato, minaccioso, che a volte porta ancora i segni della terra che l’ha cresciuto...difficile non farsi tentare. Finisci per comprare l’insalata già pronta, solo da impiattare (piatti allegati non se ne sono visti ancora in giro) e condire.

Le chiamano verdure di quarta gamma per dire che sono già tagliate, lavate ed asciugate. Ed effettivamente sulla loro praticità non si può discutere. Non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda il prezzo: costa cara la fatica evitata. Si calcola, in linea di massima, che un sacchetto contenete 200 gr di verdura costi circa 1,50 euro, quanto un chilo dello stesso prodotto fresco sfuso. Una cosa da tenere presente e non solo in tempi di crisi! Ma i contro non si fermano qui. Bisogna, infatti, considerare la perdita di vitamine che, a dirla tutta, ha inizio già al momento del raccolto, si accentua con il taglio e peggiora nel tempo.

Si consideri poi la questione relativa all’igiene, che non è secondaria nonostante i produttori rassicurino pure sulla non necessità di risciacquare il prodotto prima dell’uso. Diversi studi, tra cui le analisi condotte dalla fondazione tedesca Warentest, hanno portato alla luce la presenza di muffe e batteri sulla maggior parte delle verdure in busta già prima della scadenza. In ogni caso anche le associazioni dei consumatori consigliano di seguire alcune semplici regole, dal momento che la qualità del prodotto dipende principalmente dall’affidabilità delle aziende produttrici. Dunque possiamo fidarci maggiormente di chi, oltre alla data di scadenza, si premura di indicare anche le date di raccolta e confezionamento, nonchè il sistema di produzione.

Inoltre, conviene fare attenzione al fatto che non ci sia condensa nella confezione e che la data di scadenza non sia troppo vicina. E'meglio, poi, scegliere i sacchetti posti più indietro nel bancone, perchè il buon mantenimento di questi prodotti dipende proprio dal rispetto della catena del freddo. Ciò vuol dire che durante la lavorazione l’acqua per il lavaggio deve essere ghiacciata, in modo da bloccare la riproduzione dei batteri, e la temperatura molto bassa, condizione da mantenere nei camion per il trasporto, nelle celle frigo dei magazzini e anche dopo l’acquisto. Infine, una volta aperto il sacchetto, andrebbe richiuso molto bene perchè l’aria favorisce la proliferazione dei batteri. Inutile dire che, se c’è la possibilità, è sempre consigliabile scegliere prodotti freschi. La maggior parte dei benefici delle verdure, infatti, dipende proprio dal livello di freschezza. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella  Giosa - vedi tutti gli articoli di Antonella  Giosa



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Le chiamano verdure di quarta gamma per dire che sono già tagliate, lavate ed asciugate. Ed effettivamente sulla loro praticità non si può discutere. Non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda il prezzo: costa cara la fatica evitata. Si calcola, in linea di massima, che un sacchetto contenete 200 gr di verdura costi circa 1,50 euro, quanto un chilo dello stesso prodotto fresco sfuso. Una cosa da tenere presente e non solo in tempi di crisi! Ma i contro non si fermano qui. Bisogna, infatti, considerare la perdita di vitamine che, a dirla tutta, ha inizio già al momento del raccolto, si accentua con il taglio e peggiora nel tempo.

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