Articolo Tempo libero Arte - Cultura
Washington : National Gallery freccelunedì 30 settembre 2013      


L'idea di museo è nata nella vecchia Europa. Il primo vero museo, in Giappone, risale al XIX secolo. Gli europei, a quell'epoca, avevano già una lunga tradizione di istituzioni museali: una cultura che ha creato il mito di Ulisse e di Faust, ha voluto cercare, con questa istituzione, di ottenere una vittoria contro il passare del tempo e ancorarsi saldamente alle proprie radici. Per gli americani, raccogliere opere d'arte, sgomitando per portarle oltreoceano, significa anche non perdere di vista le proprie origini, consegnare all'immortalità la storia collettiva di cui vogliono sentirsi parte.

Negli Stati Uniti, il museo non è volto, né a glorificare la storia nazionale, né tanto meno una casa regnante, ma si risolve nel puro piacere di mecenati miliardari che mettono al servizio dell'arte il loro spietato senso degli affari. Nel museo di Constitution Avenue, a Washington, abbiamo la testimonianza più viva della benemerita attività di quattro cacciatori di bellezza che, con le loro donazioni, hanno creato la pinacoteca più fornita d' America. I loro nomi sono Andrew Mellon, Samuel Kress, Peter Widener e Chester Dale. Andrew Mellon, verso la metà degli anni '30, decise di donare allo Stato la sua collezione che comprendeva quadri italiani e fiamminghi del 1400-1500, olandesi e fiamminghi del 1600, inglesi del 1700 e varie sculture di epoca rinascimentale.

Già dagli anni '20, Mellon collezionava opere d'arte e l'idea di destinare un museo alla pubblica fruizione gli era venuta nel 1927, quando era ambasciatore a Londra. L'architetto fu J.R.Pope, che realizzò un edificio in perfetto stile neoclassico. La National Gallery si presenta come due costruzioni, diverse architettonicamente e e collegate mediante un suggestivo corridoio sotterraneo. Il blocco più antico ha un'impronta neoclassica e austera. Rivestito di marmi rosa del Tennessee, ispira un sacro rispetto dell'arte. Nell'altro edificio, chiamato l'East Wing, più informale, sono collocate le opere più recenti, che non risalgono oltre il 1900. Dal 1999 è stato aperto un giardino che ospita una serie di sculture d'arte moderna e contemporanea.

Il patrimonio della National gallery è oggi arricchito dai contributi di Samuel e Rush Kress, joseph Widener, Chester Dale, Lessing Rosenwald, Edgar e Bernice Garbisch. Chester Dale, con il sapiente aiuto della moglie Maud, pittrice e critica d'arte, rastrellò 250 dipinti di tutti i mostri sacri dell'Ottocento e del primo Novecento. Si annoverano David, Delacroix, gli impressionisti, Van Gogh, Matisse, Picasso, Braque, Modigliai, De Chirico. Questo immenso giacimento di bellezza fu messo insieme tra il 1920 e il 1930 e inizialmente concesso al museo con la formula del prestito a lunga scadenza, per poi venir consolidato attraverso un lascito testamentario nel 1962 alla morte di Dale. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

Elisabetta  Mancini - vedi tutti gli articoli di Elisabetta  Mancini



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L'idea di museo è nata nella vecchia Europa. Il primo vero museo, in Giappone, risale al XIX secolo. Gli europei, a quell'epoca, avevano già una lunga tradizione di istituzioni museali: una cultura che ha creato il mito di Ulisse e di Faust, ha voluto cercare, con questa istituzione, di ottenere una vittoria contro il passare del tempo e ancorarsi saldamente alle proprie radici. Per gli americani, raccogliere opere d'arte, sgomitando per portarle oltreoceano, significa anche non perdere di vista le proprie origini, consegnare all'immortalità la storia collettiva di cui vogliono sentirsi parte.

Negli Stati Uniti, il museo non è volto, né a glorificare la storia nazionale, né tanto meno una casa regnante, ma si risolve nel puro piacere di mecenati miliardari che mettono al servizio dell'arte il loro spietato senso degli affari. Nel museo di Constitution Avenue, a Washington, abbiamo la testimonianza più viva della benemerita attività di quattro cacciatori di bellezza che, con le loro donazioni, hanno creato la pinacoteca più fornita d' America. I loro nomi sono Andrew Mellon, Samuel Kress, Peter Widener e Chester Dale. Andrew Mellon, verso la metà degli anni '30, decise di donare allo Stato la sua collezione che comprendeva quadri italiani e fiamminghi del 1400-1500, olandesi e fiamminghi del 1600, inglesi del 1700 e varie sculture di epoca rinascimentale.

Già dagli anni '20, Mellon collezionava opere d'arte e l'idea di destinare un museo alla pubblica fruizione gli era venuta nel 1927, quando era ambasciatore a Londra. L'architetto fu J.R.Pope, che realizzò un edificio in perfetto stile neoclassico. La National Gallery si presenta come due costruzioni, diverse architettonicamente e e collegate mediante un suggestivo corridoio sotterraneo. Il blocco più antico ha un'impronta neoclassica e austera. Rivestito di marmi rosa del Tennessee, ispira un sacro rispetto dell'arte. Nell'altro edificio, chiamato l'East Wing, più informale, sono collocate le opere più recenti, che non risalgono oltre il 1900. Dal 1999 è stato aperto un giardino che ospita una serie di sculture d'arte moderna e contemporanea.

Il patrimonio della National gallery è oggi arricchito dai contributi di Samuel e Rush Kress, joseph Widener, Chester Dale, Lessing Rosenwald, Edgar e Bernice Garbisch. Chester Dale, con il sapiente aiuto della moglie Maud, pittrice e critica d'arte, rastrellò 250 dipinti di tutti i mostri sacri dell'Ottocento e del primo Novecento. Si annoverano David, Delacroix, gli impressionisti, Van Gogh, Matisse, Picasso, Braque, Modigliai, De Chirico. Questo immenso giacimento di bellezza fu messo insieme tra il 1920 e il 1930 e inizialmente concesso al museo con la formula del prestito a lunga scadenza, per poi venir consolidato attraverso un lascito testamentario nel 1962 alla morte di Dale. ©  RIPRODUZIONE RISERVATA

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